Sono stati oltre 1.700 gli studenti coinvolti quest’anno nelle attività di educazione ambientale promosse dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno. Un percorso che ha raggiunto più di 100 classi, dalle scuole dell’infanzia alle superiori, non solo della provincia di Belluno ma anche di Trento e Bolzano, confermando il crescente interesse per i temi della tutela ambientale e della biodiversità.
Il progetto ruota attorno all’iniziativa nazionale “Un albero per il futuro”, che continua a rinnovarsi nei contenuti e nelle modalità didattiche. Nell’anno scolastico appena concluso gli approfondimenti hanno riguardato le funzioni ecosistemiche delle piante, gli adattamenti degli organismi che vivono negli ambienti sotterranei e il cambiamento climatico, tema proposto alle classi che si avvicinano per la prima volta al progetto.
Alla tradizionale parte teorica si è affiancata un’attività pratica dedicata alla piramide ecologica. Gli studenti sono stati chiamati a risolvere una serie di “indovinelli della biodiversità” per scoprire specie animali, vegetali e fungine e comprenderne il ruolo all’interno degli ecosistemi. Un’esperienza resa ancora più coinvolgente dai modelli in legno realizzati dalla falegnameria del Reparto Biodiversità di Belluno, che hanno consentito ai ragazzi di costruire materialmente le relazioni che legano i diversi organismi in natura.
Non sono mancati i momenti sul campo. Le lezioni si sono spostate nelle Riserve Naturali Statali gestite dall’Arma, come il Vincheto di Celarda, il Centro di Selezione Equestre di Salet e il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, ma anche nelle aree verdi vicine agli istituti scolastici.
Un risultato concreto del progetto è rappresentato dalle piantumazioni effettuate insieme ai Carabinieri Forestali. Grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni comunali, quest’anno sono state consegnate e messe a dimora oltre 650 piante forestali, specie tipiche del territorio montano.
Tra queste figurano anche gli “Alberi di Falcone”, ottenuti dalle talee dell’albero che cresce vicino all’abitazione del magistrato Giovanni Falcone a Palermo. Simbolo di legalità e dell’impegno contro la mafia, questi esemplari saranno custoditi all’interno delle scuole aderenti all’iniziativa e geolocalizzati, poiché le rigide temperature invernali delle zone alpine non ne consentono la collocazione all’esterno.
L’iniziativa ha coinvolto anche i sindaci dei Comuni del Parco, ai quali è stato consegnato un Albero di Falcone come segno della collaborazione tra Arma e amministrazioni locali nel promuovere la cultura della legalità ambientale.
Per il Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno il bilancio dell’anno è quindi positivo: numeri in crescita, centinaia di nuovi alberi piantati e migliaia di giovani raggiunti da un messaggio che punta a rafforzare il legame tra tutela dell’ambiente, conservazione degli ecosistemi e responsabilità civica. Le attività riprenderanno in autunno con nuovi percorsi dedicati alle scuole di Belluno, Trentino e Alto Adige.





