Smart glasses per il soccorso: usARe unisce sanità e tecnologia

Smart glasses per il soccorso: usARe unisce sanità e tecnologia

Supportare i soccorritori sul campo collegandoli in tempo reale con i medici specialisti. È questa l’idea alla base di usARe, il progetto sviluppato dal Center for Digital Health and Wellbeing della Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento e dall’area Ricerca e Sviluppo di CertotticaGroup di Longarone. Una ricerca applicata che punta a trasformare gli smart glasses da gadget tecnologico a strumento operativo capace di salvare vite.

Il progetto nasce come evoluzione di S.O.S., iniziativa co‑finanziata dal PNRR e dedicata all’uso degli smart glasses nella medicina d’emergenza in ambiente montano. Con usARe, FBK e CertotticaGroup hanno scelto di testare dispositivi consumer, valutandone usabilità e affidabilità in condizioni operative reali. «L’obiettivo è portare le tecnologie wearable fuori dai laboratori e dentro gli scenari di emergenza», spiega Oscar Mayora, responsabile della ricerca sulla salute digitale di FBK. «Il tele‑soccorso permette di annullare le distanze: il medico vede esattamente ciò che vede il volontario e lo guida nei primi istanti, quelli decisivi nella golden hour».

Tra aprile e maggio 2026, l’hangar del Soccorso Alpino di Belluno è diventato un vero campo di prova. Undici operatori e volontari del CNSAS, del SUEM, della Croce Rossa e dell’associazione Vola hanno simulato interventi indoor e outdoor, compresi scenari dentro il vano di un’ambulanza. La dinamica è semplice ma rivoluzionaria: il soccorritore indossa gli smart glasses e opera a mani libere; il medico, collegato dalla centrale, vede in diretta la stessa prospettiva e indica le manovre da eseguire. Le misurazioni psicofisiologiche e i focus group hanno restituito risultati molto positivi: facilità d’uso, carico cognitivo minimo, nessuna distrazione anche in situazioni di forte stress. Gli occhiali, insomma, aiutano senza intralciare. Non sono mancate alcune criticità: la gestione della privacy nella trasmissione di immagini sensibili, la resistenza dei visori agli agenti atmosferici e ai disinfettanti, le difficoltà di connessione nelle aree più impervie, la necessità di semplificare ulteriormente l’avvio del sistema nei momenti più critici. Sfide che indicano la strada per portare la tecnologia a un impiego su larga scala.

Per CertotticaGroup, usARe rappresenta un passaggio strategico. «Il progetto valorizza la nostra vocazione di competence hub d’eccellenza», sottolinea l’amministratore delegato Corrado Facco. «Studio, innovazione e ricerca guidano il nostro lavoro: collaboriamo con realtà nazionali ed europee affinché le nuove tecnologie aiutino ad affrontare le sfide della sicurezza, del lavoro e della salute. E per i territori montani le ricadute vanno dal turismo al sociale». L’azienda, inoltre, restituisce ai produttori un patrimonio di dati e indicazioni utili per progettare i dispositivi del futuro.

usARe è stato finanziato attraverso il bando del progetto Seal of Excellence DIPS, iniziativa del programma Europa Digitale premiata dalla Commissione Europea. DIPS, di cui FBK è capofila, fa parte della rete degli European Digital Innovation Hubs e utilizza fondi PNRR per accelerare la trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione e nelle piccole e medie imprese.

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