A volte bastano quattro scontrini non emessi per fermare un’attività. È quanto accaduto ad Auronzo di Cadore, dove un bar è stato chiuso per tre giorni dopo i controlli della Guardia di Finanza.
Le irregolarità – quattro mancate emissioni tra il 2023 e il 2026 – sono emerse nel corso di un’attività mirata di controllo del territorio condotta dai finanzieri della Tenenza locale. Un numero contenuto, ma sufficiente per far scattare la sospensione prevista dalla normativa. Il provvedimento, disposto dall’Agenzia delle Entrate del Veneto, è stato eseguito con l’apposizione dei sigilli all’esercizio commerciale. La legge prevede infatti, oltre alle sanzioni economiche (pari al 70% dell’Iva evasa, con un minimo di 300 euro), anche la sospensione della licenza nei casi di violazioni ripetute.
L’episodio si inserisce in un’attività più ampia di contrasto al sommerso. Nei controlli paralleli condotti dal Gruppo di Belluno, sono stati individuati anche quattro lavoratori in nero, impiegati in due diverse aziende, una nel settore della ristorazione e l’altra nel commercio di legname. Per entrambe è stata avanzata all’Ispettorato territoriale del lavoro la proposta di sospensione dell’attività.





