Culture Link, Ferigutti attacca: «Il progetto è stato snaturato»

Culture Link, Ferigutti attacca: «Il progetto è stato snaturato»

Non è più il progetto approvato, né nella forma né nella sostanza. E usare oggi il nome “Culture Link” è, secondo Massimo Ferigutti, “profondamente scorretto”. L’ex presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti e ideatore del progetto interviene dopo l’incontro pubblico in municipio dedicato a “Culture Link – Fase Tre”, prendendo nettamente le distanze da quanto illustrato dall’amministrazione comunale e dai soggetti coinvolti. «Quello presentato adesso non è il progetto originario – afferma Ferigutti. È qualcosa di profondamente diverso, che ha completamente smarrito obiettivi strategici, metodo di lavoro e modello di governance previsti nei documenti ufficiali condivisi con Fondazione Cariverona».

Nel mirino, soprattutto, il cambio di impostazione. Culture Link – nella sua versione iniziale – non era pensato come uno sportello o un incubatore per startup culturali, ma come un progetto di sistema, capace di costruire un vero ecosistema culturale provinciale, mettendo in rete enti pubblici, associazioni, operatori e istituzioni. Il cuore dell’impianto, sottolinea Ferigutti, stava nella governance condivisa: una Fondazione Teatri delle Dolomiti trasformata in cabina di regia territoriale, una Assemblea dei partecipanti, tavoli di lavoro permanenti e un percorso strutturato di co-programmazione culturale. «Nulla di questo è mai stato avviato», accusa l’ex presidente. Secondo la ricostruzione, non sarebbero mai stati attivati i tavoli territoriali, né costruito il percorso partecipativo previsto, né condivise con i partner le modifiche all’impianto progettuale. Da qui la trasformazione progressiva del progetto: da modello partecipato e diffuso a gestione centralizzata e verticalizzata, lontana dall’impostazione originaria.

Anche sul piano operativo, Ferigutti segnala uno scostamento netto. Nel progetto presentato adesso – osserva – si parla soprattutto di sportelli, startup, comunicazione digitale e servizi individuali, elementi che rappresentavano solo una componente marginale dell’impianto iniziale e che, da soli, non possono essere considerati la realizzazione di Culture Link. Per questo l’ex presidente solleva una serie di domande pubbliche: chi abbia deciso di modificare il progetto in maniera così radicale, con quale legittimazione, perché i partner non siano stati coinvolti e in che modo sia stata informata Fondazione Cariverona rispetto al cambio di direzione. «È necessario ristabilire trasparenza e correttezza istituzionale – conclude Ferigutti – Perché ciò che oggi viene presentato come Culture Link non corrisponde più al progetto condiviso e finanziato all’origine».

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