Nemmeno il tempo di accennare un sorriso per le notizie – almeno in parte positive – arrivate ieri dal tavolo al Ministero sul fronte Hydro, con sei manifestazioni di interesse per l’acquisizione dello stabilimento di Feltre, che il Feltrino si ritrova già a fare i conti con un’altra doccia fredda. L’altra grande emergenza occupazionale del territorio, quella della Edim Bosch, incassa infatti l’ennesimo rinvio.
L’incontro previsto per il 2 aprile è stato infatti spostato al 10 aprile. Una decisione che la Fiom Cgil definisce senza mezzi termini «inaccettabile» e «irresponsabile», soprattutto alla luce delle scadenze ormai imminenti: il 5 maggio termineranno sia la composizione negoziale della crisi sia la cassa integrazione straordinaria. Senza un accordo, lavoratrici e lavoratori rischiano di ritrovarsi senza reddito e senza prospettive. «Siamo di fronte a un comportamento irresponsabile da parte dell’azienda, che continua a prendere tempo mentre si avvicinano scadenze decisive», denuncia il sindacato nel comunicato diffuso ieri (1 aprile). «È una situazione che non intendiamo più tollerare».
La Fiom chiede che il 10 aprile l’azienda presenti «risposte immediate, chiare e verificabili» sulla possibile cessione dello stabilimento e sul futuro industriale e occupazionale. Nessun margine, avverte il sindacato, per ulteriori rinvii o «operazioni di facciata». In caso contrario, la mobilitazione è già pronta: «Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per difendere il lavoro e la dignità delle persone coinvolte».
Il sindacato chiama in causa anche le istituzioni, locali e nazionali, invitandole a non lasciare sola la Fiom in questa battaglia: «Non è più tempo di attese o tavoli inconcludenti. Serve un intervento immediato per garantire continuità produttiva, occupazione e reddito».





