Ampio consenso tra le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della provincia di Belluno per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria: l’87,28% dei votanti ha approvato l’ipotesi di accordo. Lo comunicano le segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che nelle ultime settimane hanno incontrato migliaia di addetti nelle assemblee territoriali.
«Da metà dicembre 2025 a oggi – spiegano i sindacati – abbiamo svolto decine di assemblee, ricevendo un forte consenso sia nel confronto diretto sia nel voto referendario. L’ampia maggioranza favorevole conferma il buon lavoro svolto e rafforza i contenuti dell’accordo».
Secondo Fim-Fiom-Uilm, il rinnovo riconosce la centralità del contratto nazionale, un aumento salariale superiore all’inflazione – elemento che permette un recupero del potere d’acquisto – e misure che favoriscono una migliore conciliazione tra vita e lavoro. Tra le priorità anche la dignità del lavoro sicuro e il contrasto alla precarietà.
Il percorso negoziale non è stato semplice: il rinnovo è stato «complesso e particolarmente impegnativo», sottolineano le sigle, anche per il livello di conflittualità espresso con le ore di sciopero svolte anche nel Bellunese. Nonostante ciò, «le lavoratrici e i lavoratori hanno saputo cogliere il valore del risultato raggiunto, riaffermando che il lavoro metalmeccanico è centrale per il futuro del Paese e della provincia di Belluno».
A livello nazionale, il referendum ha registrato un consenso ancora più ampio: il 93,13% dei votanti ha approvato l’ipotesi di accordo. Un dato che, per i sindacati, conferma la solidità della direzione intrapresa e la coerenza del voto bellunese con il quadro nazionale.





