Elezioni provinciali, oggi il giorno della verità

Elezioni provinciali, oggi il giorno della verità

Oggi (6 febbraio) a Palazzo Piloni si attende la decisione che scioglierà il nodo politico delle ultime settimane. Il presidente della Provincia Roberto Padrin deve indire le elezioni per il rinnovo della carica, scaduta il 18 dicembre, e la scelta delle date sta alimentando uno scontro sempre più acceso tra maggioranza e opposizione. L’orientamento, al momento, sembra quello di procedere con due tornate separate: prima l’elezione del presidente, poi – più avanti, probabilmente a metà giugno – il rinnovo del Consiglio provinciale, che scade il 16 marzo. Una soluzione che però il Partito Democratico contesta apertamente, chiedendo di accorpare tutto in un’unica giornata.

Il PD: “Voto unico per evitare rallentamenti e costi doppi”

A guidare la richiesta è il segretario provinciale Alessandro Del Bianco. Per i Dem, dividere le elezioni significa rallentare la macchina amministrativa e aumentare i costi. Ma il punto centrale, sottolinea Del Bianco, è nelle regole. Con la legge Delrio, il presidente eletto deve presentare al Consiglio il documento programmatico. Se il presidente viene scelto prima e il Consiglio si rinnova dopo, quel passaggio rischia di diventare un doppio binario: presentazioni da rifare, tempi che si allungano, procedure che si complicano. Sul piano pratico, due elezioni significano due organizzazioni, due turni di personale, due volte gli straordinari. E con alcuni Comuni bellunesi al voto in primavera, i nuovi amministratori potrebbero non riuscire a entrare subito in partita per le candidature provinciali.

“Con il voto unico schieramenti più chiari”

Del Bianco insiste anche sul fronte politico: un’unica data renderebbe più trasparenti gli schieramenti. Presidente e Consiglio verrebbero scelti insieme, con liste collegate e sostegni espliciti. Per questo il segretario Dem dice di aver contattato i referenti del centrodestra per proporre un documento condiviso da inviare a Padrin. La risposta, per ora, è prudente: “valuteremo”.

Forza Italia: “Nessun confronto diretto, ma non siamo contrari”

Nel frattempo arriva la posizione di Forza Italia. Il coordinatore provinciale Dario Scopel precisa che non c’è stato un confronto diretto con Del Bianco, ma sul merito apre la porta: per gli azzurri non ci sono elementi ostativi a un’elezione congiunta. Una posizione che, afferma Scopel, sarebbe già stata comunicata al presidente Padrin. Forza Italia chiede però un percorso con regole chiare e un clima istituzionale corretto.

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