C’è una nuova finestra temporale per provare a salvare la Edim. Ieri, 29 gennaio, al termine di un incontro in videoconferenza al Ministero del Lavoro, è stato firmato l’accordo che proroga la Cassa integrazione straordinaria fino al 5 maggio. A sottoscrivere il documento: Ministero, Regioni Lombardia e Veneto, azienda, sindacati (Fiom, Fim, Uilm e Ugl), associazioni datoriali e RSU. La proroga era indispensabile: senza l’accordo, la Cigs sarebbe scaduta il 3 febbraio, lasciando senza copertura 186 lavoratori, di cui 137 nello stabilimento di Villasanta (Monza Brianza) e 49 in quello di Setteville (Belluno).
Ma la situazione resta delicatissima. La procedura di Composizione negoziata della crisi (CNC), infatti, terminerà proprio il 5 maggio. Significa che ci sono solo tre mesi per individuare un possibile acquirente disposto a garantire la continuità produttiva. «L’obiettivo di tutte le parti è trovare un acquirente che mantenga lo stabilimento operativo» spiega Mauro Zuglian, Fim Cisl Belluno Treviso. «La cassa integrazione è indispensabile per arrivare alla vendita con la fabbrica ancora in funzione. Tuttavia, il tempo è pochissimo. L’advisor incaricato ha contattato circa 300 player del settore, ma al momento non ci sono manifestazioni di interesse concrete». La proroga della Cigs e la prosecuzione della CNC, si legge nel verbale, rappresentano «uno strumento indispensabile per sostenere e portare a compimento il percorso di vendita dell’azienda o di suoi rami», con l’obiettivo di trasformare l’attuale piano di riequilibrio in un progetto di continuità produttiva sotto una nuova proprietà.
Durante il confronto, l’azienda ha ribadito le difficoltà che hanno colpito Edim. Il piano 2025 risente della stagnazione del settore automotive europeo, aggravata dalla crisi del Gruppo Bosch. A questo si sommano dazi più elevati, tensioni geopolitiche e la concorrenza crescente di produttori extra‑UE, soprattutto cinesi. Un mix che ha eroso volumi e prospettive di mercato.





