Hydro, dalla Lombardia un sostegno che “apre” al tavolo nazionale

Hydro, dalla Lombardia un sostegno che “apre” al tavolo nazionale

Arriva dalla Lombardia un atto di sostegno e solidarietà che potrebbe aiutare a portare il “caso Hydro” sui tavoli ministeriali: a presentare la novità – «un regalo di Natale in anticipo», ha commentato la prima cittadina di Feltre Viviana Fusaro – è stata la stessa sindaca feltrina.

Risale infatti allo scorso 16 dicembre l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio comunale di Ornago, comune lombardo in provincia di Monza e Brianza, di un documento dal titolo “Esame delle ricadute sociali ed economiche derivanti dalla possibile chiusura dello stabilimento di Feltre”. Perché Ornago? Perché qui ha sede un altro stabilimento italiano di Hydro e le recenti scelte della multinazionale norvegese – cinque sedi europee destinate a chiusura, tra cui quella italiana di Feltre – non possono lasciare tranquillo nessuno. «Si tratta di un’azione importante non solo dal punto di vista politico, ma anche per la battaglia a difesa dei nostri lavoratori. – sottolinea Fusaro – In questo modo, la questione ora non riguarda più solo Feltre, ma due territori e due regioni diverse: confidando sempre nel lavoro della Regione Veneto che ho già visto molto decisa e preparata sul tema, mi auspico che questo provvedimento aiuti a portare il caso Hydro sui tavoli nazionali».

Un auspicio condiviso dai lavoratori e dai sindacati, presenti in Sala Giunta del municipio di Feltre in occasione della presentazione della delibera lombarda e reduci dalla mattinata di confronto con il Prefetto sulle crisi di Hydro ed Edim Bosch di Setteville: «Abbiamo chiesto al signor Prefetto, quale rappresentante del Governo in provincia, di farsi portavoce presso i ministeri delle possibile chiusure degli stabilimenti di queste aziende. – spiega per la Fim Cisl Belluno Treviso Mauro Zuglian – Si tratta di questioni morali, di valori etici e di sostenibilità sociali di impresa per le quali le istituzioni e i ministeri devono attivarsi per trovare le giuste soluzioni».

Da un lato, le rassicurazioni giunte dal Prefetto; dall’altra, la disponibilità alla mobilitazione da parte dei lavoratori, pronti a scendere in piazza: «Se non otterremo risposte – assicura dalla Fiom Cgil Stefano Bona – queste crisi potrebbero diventare un problema di ordine pubblico; l’abbiamo detto anche al Prefetto, che ringraziamo per l’attenzione e per la disponibilità nel continuare a mobilitarsi presso i ministeri per queste crisi che investono l’intera comunità provinciale. C’è in programma nelle prossime settimane il passaggio della fiamma olimpica a Feltre e a Belluno: se non dovessimo avere risposte chiare e precise, siamo pronti a mobilitare i lavoratori. La priorità oggi per questi territori non può essere solo la fiamma olimpica: passione, partecipazione e coraggio sono i meriti che contraddistinguono i tedofori. Noi crediamo che oggi nessuno più dei lavoratori di Hydro e di Edim Bosch possa rappresentare meglio questi valori».

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