Belluno–Padova, arrivano i treni elettrici. E i tempi? Ecco i dati  

Belluno–Padova, arrivano i treni elettrici. E i tempi? Ecco i dati  

Alla fine il grande giorno è arrivato. Dopo la tratta Venezia – Ponte nelle Alpi – Belluno, da domani (14 novembre) entra ufficialmente in funzione il servizio con treni elettrici anche tra Belluno e Padova e tra Treviso e Montebelluna. È la fine dell’era dei cambi obbligati a Montebelluna: ogni corsa sarà finalmente diretta, un traguardo atteso da anni e promesso nel 2021 proprio a Belluno. Una promessa, fatto raro nelle grandi opere italiane, mantenuta nei tempi previsti. L’avvio del servizio arriva dopo un lungo cantiere che ha comportato anche sospensioni del traffico ferroviario. Nei giorni scorsi il primo convoglio elettrico – due Pop numerati 76 e 92 – ha raggiunto Belluno per una corsa prova notturna.

Alla pubblicazione dei nuovi orari sul sito di Trenitalia, però, non sono mancate le polemiche. Da giorni circola infatti una critica ricorrente: con l’arrivo dei treni elettrici, i tempi di percorrenza tra Belluno e Padova sarebbero peggiorati. Una percezione che ha alimentato confronti spesso aspri con le vecchie corse “più rapide”. Alla vigilia dell’avvio del nuovo servizio, TreniBelluno.it pubblica però un report approfondito che analizza dati, orari e contesto, smontando molte delle affermazioni circolate e riportando la discussione su basi oggettive.

Perché l’elettrificazione era necessaria

Il report pubblicato da TreniBelluno.it ricostruisce il percorso che ha portato all’elettrificazione di oltre 200 chilometri di linee venete. Il motivo principale è la storica inadeguatezza dei treni diesel, troppo lenti in accelerazione, meno affidabili e spesso insufficienti in termini di posti a sedere. Proprio queste criticità avevano portato alle controverse “rotture di carico” di Conegliano (2013) e Montebelluna (2015), decisioni impopolari ma che avevano migliorato puntualità e tempi reali di percorrenza.

Per ripristinare collegamenti diretti stabili servivano però treni elettrici. Elettrificazione, però, non significa automaticamente velocità: per ridurre davvero i tempi di viaggio servirebbero rettifiche di tracciato, nuovi punti di incrocio e interventi sui nodi più congestionati della pianura. Investimenti miliardari, mentre l’intero progetto di elettrificazione è costato circa 250 milioni, meno di una circonvallazione stradale.

Tempi di percorrenza: cosa cambia davvero

Negli ultimi giorni non sono mancate polemiche: secondo alcuni, i nuovi treni diretti sarebbero più lenti di prima. Il report smonta questa percezione. Nell’orario precedente, i collegamenti Belluno–Padova con cambio a Montebelluna non scendevano mai sotto le due ore: servivano 2 ore e 19 minuti verso Padova e 2 ore e 8 minuti verso Belluno. I nuovi diretti impiegano gli stessi tempi. Le poche corse più veloci – come il Belluno 4.34 – Padova 6.28 da 1 ora e 54 minuti – erano eccezioni, non la norma. Rimangono identiche anche nel nuovo orario perché non devono incrociare altri treni lungo il percorso. Oggi però la circolazione è più intensa, quasi da “metropolitana di superficie”, e questo incide sulla possibilità di replicare quei tempi su tutte le corse. Nel fine settimana, anzi, segnala trenibelluno.it, i nuovi diretti fanno risparmiare tre minuti rispetto al passato. Numeri alla mano, quindi, i tempi di percorrenza restano invariati, e in alcuni casi migliorano.

Più treni, più regolarità, più modernità

Secondo il report di Trenibelluno.it, la vera rivoluzione è nella quantità e nella qualità del servizio. Si passa da 187 a 216 corse settimanali, tutte dirette. Prima i Belluno–Padova diretti erano appena 38 alla settimana. Nei giorni feriali ci saranno 32 treni diretti al giorno, uno ogni ora con una sola eccezione a metà mattina: un livello di frequenza mai visto prima.

Inoltre, i nuovi convogli elettrici sono più moderni, più rapidi in accelerazione e più affidabili. Anche la struttura dell’orario migliora: il sabato avrà lo stesso numero di corse dei giorni feriali e non ci saranno più i “buchi” tipici dei periodi festivi o estivi. Una novità attesa da decenni, per esempio, è la partenza delle 20.34 da Belluno verso Padova, che permette nuove coincidenze anche per il Cadore: a Calalzo l’ultima partenza utile passa dalle 18.28 alle 19.28.

Un potenziamento reale, non la fine del percorso

Secondo TreniBelluno.it, l’avvio dei collegamenti diretti è un passo importante, ma non può essere giudicato con superficialità o basandosi su confronti parziali. L’offerta complessiva cresce in modo tangibile, non solo per chi viaggia tra i due capoluoghi ma anche per gli spostamenti più brevi all’interno delle province di Belluno e Treviso. Il report ribadisce che è meglio avere più treni cadenzati piuttosto che pochi treni leggermente più veloci ma irregolari e poco utili ai pendolari.

Le priorità per il futuro

Il tema dei tempi di percorrenza resta comunque centrale. Per questo TreniBelluno chiede a RFI e Trenitalia un impegno costante per ridurre i minuti di viaggio ovunque sia tecnicamente possibile. Tra gli interventi considerati urgenti spiccano il nuovo ponte a doppio binario sul Brenta, necessario per superare il collo di bottiglia alle porte di Padova, e il ripristino del doppio binario tra Castelfranco e Montebelluna, che garantirebbe margini di velocizzazione e maggiore regolarità. L’associazione ricorda che la battaglia per un trasporto pubblico efficiente non si ferma qui: «Un servizio ferroviario che funzioni tutti i giorni e per tutti è un diritto e un bisogno primario del nostro territorio».

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