Il Coro Voci delle Dolomiti protagonista al festival “Voci tra le Vette”

Il Coro Voci delle Dolomiti protagonista al festival “Voci tra le Vette”

Un fine settimana dal profumo di montagna, di amicizia e di coralità: lo ha vissuto il Coro Voci delle Dolomiti, protagonista all’interno del prestigioso festival “Voci tra le Vette”, organizzato dalla Federazione Cori Alto Adige.

L’appuntamento, pensato per mettere in dialogo cori provenienti da territori diversi ma uniti dalla stessa passione per il canto, ha rappresentato un momento di incontro, confronto e valorizzazione delle tradizioni corali alpine.

Il gruppo, presieduto da Roberto Prade e diretto da Michele Feltrin, è stato accolto con grande calore nella suggestiva Cantina Laimburg, dove si è tenuto il convegno inaugurale della rassegna. A fare gli onori di casa è stata Tamara Paternoster, presidente della Federazione Cori Alto Adige, mentre la presenza del Coro Voci delle Dolomiti è stata resa possibile grazie alla proposta e al sostegno del presidente di ASAC Veneto, Alessandro Raschi.

Il convegno ha offerto spunti e riflessioni sul valore del canto come linguaggio universale e come ponte tra comunità di montagna, capaci di custodire e rinnovare un patrimonio culturale fatto di voci, storie e appartenenze.

La giornata è proseguita con la visita alla Cantina Provinciale Laimburg, eccellenza dell’enologia altoatesina, accompagnata da momenti conviviali e da una degustazione di vini locali, ulteriore occasione per intrecciare legami tra le realtà partecipanti.

In serata, il momento più atteso: il concerto nella chiesa barocca di Egna, dove il coro bellunese si è esibito accanto al Coro Bolzano e al Coro di Cortaccia, davanti a un pubblico numeroso e partecipe.

Nel programma del Coro Voci delle Dolomiti – accompagnato per l’occasione dalla consigliera comunale di Longarone, Liliana De Bona – non potevano mancare i canti della tradizione alpina: brani che raccontano la montagna attraverso le sue voci, le sue fatiche e le sue emozioni, evocando paesaggi e sentimenti che appartengono a chi la montagna la vive davvero.

L’esperienza si è conclusa con un sentimento condiviso: la consapevolezza che il canto corale resta un linguaggio senza confini, capace di unire persone, territori e culture, dalle Dolomiti bellunesi alle vette altoatesine. 

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