99 giorni alle Olimpiadi, il punto sulle opere

99 giorni alle Olimpiadi, il punto sulle opere

Cento giorni, ieri (29 ottobre). È il tempo che ci separa dall’accensione del braciere olimpico. Il 6 febbraio 2026 prenderanno il via i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, e oggi l’Italia entra ufficialmente nella volata finale verso uno degli appuntamenti sportivi più attesi al mondo. «È il conto alla rovescia dell’emozione, della passione e dell’orgoglio di un intero Paese – dichiara l’architetto Fabio Saldini, commissario di governo e AD di Simico, la società pubblica incaricata della realizzazione delle infrastrutture olimpiche. “Ogni cantiere è un pezzo d’Italia che cresce, ogni opera è un investimento sul futuro dei nostri territori”.

Le opere sportive: tra tradizione e innovazione

Simico è al lavoro su 98 opere, di cui 47 sportive e 51 legate al trasporto. Di queste, 31 sono direttamente funzionali allo svolgimento dei Giochi. Il simbolo di questa corsa contro il tempo è lo Sliding Centre di Cortina, al centro di infuocate polemiche, completato in appena 305 giorni e già operativo per bob, skeleton e slittino. Sempre a Cortina, lo Stadio del ghiaccio è pronto ad accogliere il curling, con spogliatoi accessibili e un restyling che unisce la memoria dei Giochi del ’56 all’innovazione. In via di ultimazione anche il villaggio olimpico di Fiames: vi troveranno posto 1400 atleti in 377 mobile home, con tutti i servizi già attivi. Quasi ultimati i sottoservizi, ora spetta a Fondazione Cortina realizzare gli arredi. E poi c’è il vecchio trampolino di Zuel, simbolo dei primi Giochi invernali del 1956. È in fase di ristrutturazione e diventerà un luogo simbolico, con spazi permanenti per la comunità, tra cui un ristorante.

A Predazzo e Tesero, trampolini e stadio del fondo sono in fase di rifinitura. Anterselva si prepara a diventare uno dei poli sportivi più importanti d’Europa con il suo Stadio del Biathlon. A Livigno, la pista Aerials e Moguls è già stata inaugurata, mentre il Livigno Snow Park – una delle opere più spettacolari – è in fase di consegna. A Bormio, la leggendaria Stelvio è pronta, con l’impianto di innevamento in fase di completamento. Infine, l’Arena di Verona si prepara ad accogliere le cerimonie con passerelle interne per l’accessibilità universale e lavori di viabilità in fase avanzata.

Focus Belluno: infrastrutture e viabilità per il futuro

Nel Bellunese, le Olimpiadi portano con sé anche una serie di opere non sportive che mirano a migliorare la mobilità e la qualità della vita, lasciando un’eredità concreta ai territori. A Cortina, è in corso la riorganizzazione interna della viabilità con la cosiddetta Variante 8.0, che dovrebbe essere consegnata in tempo per i Giochi. Il resto dell’intervento sarà completato nel periodo post-olimpico. Le varianti stradali dell’Alemagna – Tai, Valle e San Vito (che, ricordiamo, fanno parte delle opere previste per i Mondiali di sci del 2021) – sono invece ancora in fase di completamento. Le prime due dovrebbero essere pronte per febbraio, mentre su San Vito pesa il rischio di un lieve ritardo. La variante di Longarone, in galleria, sarà invece un’eredità post-Giochi.

Non mancano però le criticità: la contestata cabinovia Apollonio-Socrepes, per esempio, ancora bloccata da ricorsi e problemi geologici legati a movimenti franosi.

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