Emergenza sanitaria: intervengono le istituzioni. E, in particolare, la Regione e la Provincia, attraverso i presidenti Luca Zaia e Roberto Padrin. Tra rassicurazioni. E direttive in vista del futuro.
Come conferma il governatore del Veneto: «L’ordinanza adottata d’intesa col ministro della Salute? Precauzionale e sicuramente perfettibile: non escludo di reiterarla e magari modificarla. Il nostro obiettivo non è instaurare il coprifuoco e isolare 5 milioni di abitanti, ma abbattere i rischi di contagio, evitando le grandi aggregazioni, sempre però pensando a un “atterraggio morbido” nei confronti della popolazione. Per questo non abbiamo voluto chiudere bar e ristoranti, né i centri commerciali e tantomeno i mercati rionali, indispensabili per l’approvvigionamento. Abbiamo predisposto, invece, misure contenitive per le chiese, pensando ai loro frequentatori abituali, che sono le persone più anziane: le più vulnerabili rispetto al Covid-19».
L’emergenza sanitaria ha pesanti ripercussioni sulla vita sociale e sull’economia bellunese e del Veneto in generale: «Ecco perché la diffusione del panico non aiuta – prosegue Zaia -. Invito i sindaci e quanti sono chiamati ad applicare l’ordinanza presente, e quelle che verranno, a utilizzare il buon senso, da buon padre di famiglia. Ringrazio tutti i lavoratori, in particolare i 54mila “angeli con il camice”, che non si stanno risparmiando in questa fase di criticità».
Sulla stessa lunghezza di pensiero il presidente della Provincia, Roberto Padrin: «Dobbiamo tenere alta l’attenzione e applicare un rispetto rigido dei protocolli. Posso capire le incongruenze di certi provvedimenti; però, come ha detto il sindaco di Milano, Sala, le regole non vanno discusse, ma applicate». Nel frattempo, è stato creato un gruppo di lavoro ristretto con Prefettura, direttore dell’Ulss, e sindaci di Belluno e Feltre: «La situazione è monitorata continuamente. Poi, venerdì 28, avremo un nuovo vertice in Prefettura per capire come comportarci dal 1. marzo in avanti».
Per quanto riguarda gli effetti delle varie restrizioni, «abbiamo già registrato disdette di prenotazioni nel settore turistico. Conseguenze devastanti per il sistema della montagna. Può essere che nelle prossime settimane altre conseguenze simili interessino pure le aziende e i prodotti dell’export bellunese. Anche in questo caso, valuteremo le contromisure possibili per ridurre gli effetti negativi. Al momento, comunque, la priorità resta la salute».





