La violenza di genere è un fenomeno tristemente d’attualità. E non c’è solo l’ultimo caso di femminicidio, avvenuto nel Mantovano, a testimoniarlo. Perché anche la piccola provincia di Belluno non è immune. Lo dicono i numeri. E lo dice il ricordo celebrato ieri (domenica 29 settembre) a Sedico di Laura Forcellini, la donna ammazzata dal marito sedici anni fa.
In sua memoria ieri è stata inaugurata una panchina rossa, nel giardino di Villa Patt. E sono stati snocciolati alcuni dati tanto inquietanti quanto significativi.

I NUMERI
In vent’anni, in provincia di Belluno, sono oltre 1.600 le donne vittime di violenza. Lo ha detto al taglio del nastro della panchina rossa Anna Cubattoli, presidente di Belluno Donna, l’associazione che dal 2003 si prende cura di chi subisce violenze di genere e molestie, e gestisce alcuni rifugi per le donne costrette a scappare di casa.
«Sono state 1.624 le donne che abbiamo preso in carico» ha detto Cubattoli. «Oltre il 75% delle donne vittime di violenza sono italiane. E nell’83% dei casi, le violenze sono state perpetrate da autori italiani. Solo nel 2% dei casi si tratta di uomini sconosciuti dalle vittime, il che significa che a maltrattare le donne – spose, compagne, sorelle – sono mariti, compagni, fratelli… Solo nel 2023 abbiamo avuto 154 casi nuovi di donne vittime di violenza: praticamente tre ogni settimana».
PANCHINA ROSSA
I numeri snocciolati dalla presidente di Belluno Donna fanno riflettere. E hanno fatto riflettere anche il pubblico che ha assistito all’inaugurazione della panchina rossa a Villa Patt.
Un’installazione a pochi passi da quella casa dove Laura Forcellini è stata uccisa.

Era l’aprile 2008. Il marito l’ha accoltellata, poi è salito in macchina ed è andato a suicidarsi nel lago del Mis.
A tagliare il nastro, ieri, insieme al sindaco di Sedico, c’era la sorella, Sara. Commozione palpabile la sua, come anche quella delle autorità convenute, che hanno lanciato un appello accorato a prevenire ogni forma di violenza di genere.
GINO CECCHETTIN A LONGARONE
Tra le autorità che hanno partecipato alla cerimonia, anche il senatore Luca De Carlo e il presidente della Provincia Roberto Padrin. Proprio quest’ultimo ha annunciato che tra qualche settimana nel suo Comune di Longarone sarà ospite Gino Cecchettin, il padre di Giulia, la ragazza barbaramente uccisa un anno fa dall’ex fidanzato. Cecchettin presenterà il suo libro, ma soprattutto farà una mattinata di sensibilizzazione nelle scuole.





