Via libera ai florovivaisti. «Ma abbiamo perso l’80 per cento del fatturato annuo»

Via libera ai florovivaisti. «Ma abbiamo perso l’80 per cento del fatturato annuo»

Da Erode a Pilato. Alla fine, però, i florovivaisti possono tenere le serre aperte e le serrande alzate. Nell’ultima ordinanza di Zaia, infatti, c’è il via libera alla manutenzioni del verde, e alla vendita al dettaglio di piante e fiori nei vivai.

«Nell’ultima ordinanza scompare il divieto di commercio di prodotti florovivaistici in punti vendita autonomi che era stato inserito nell’ordinanza precedente della Regione Veneto– spiega Claudio Padovani, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Veneto -. Torna a valere, quindi, il Dpcm nel punto in cui sottolinea che sono consentite le attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli, con il chiarimento successivo arrivato da Palazzo Chigi in cui era stato spiegato che “è consentita la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili”. Questo vale però per chi ha il codice Ateco 01, cioè le coltivazioni agricole, e non per chi ha solo la licenza di commercio relativa a piante e fiori. Comunque ora il grosso del settore riparte e ci auguriamo che le nostre 1.500 aziende florovivaistiche venete, che danno lavoro ad alcune decine di migliaia di addetti, riescano a riprendersi, anche se abbiamo perso tutto marzo e metà mese di aprile, che costituiscono quasi l’80 per cento del nostro fatturato annuale».

Intanto, i florovivaisti sono alle prese con un lavoro doppio: curare piante e semi, e anche rispondere al telefono. Sono centinaia le telefonate di cittadini e clienti che chiedono se le serre e i vivai sono aperti. «Chiamano soprattutto per chiederci piantine da orto – concludono da Confagricoltura -. Con i fiori invece abbiamo perso buona parte della stagione, e cioè tutte le vendite legate alle primule e altre primizie oltre a tutte le feste più importanti, dalla Festa del Papà a Pasqua».

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