Venezuela, De Bona (Abm): “Vicini alle comunità bellunesi”

Venezuela, De Bona (Abm): “Vicini alle comunità bellunesi”

La crisi venezuelana torna a scuotere la scena internazionale. Le notizie arrivate ieri dal Paese sudamericano parlano di nuovi momenti di tensione, in un contesto segnato da anni da instabilità politica e istituzionale che continua a frenare ogni tentativo di normalizzazione democratica e sociale.

Una situazione che tocca da vicino anche il Bellunese, legato al Venezuela da una lunga storia migratoria. A ricordarlo è Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che richiama l’attenzione sia sull’attualità sia sulla memoria collettiva dell’emigrazione.

«Seguiamo con grande attenzione quanto sta accadendo in Venezuela – afferma De Bona – un Paese nel quale vivono ancora comunità di origine bellunese con radici profonde». Da qui l’auspicio dell’associazione: «Ci auguriamo che possa finalmente tornare la democrazia, attraverso il rispetto del voto espresso dagli elettori. È una condizione indispensabile per restituire dignità e futuro a un popolo che da troppo tempo vive nella difficoltà».

Un legame che resiste nel tempo

Il presidente Abm ricorda anche la distanza forzata che da anni impedisce un contatto diretto con le comunità bellunesi in Venezuela: «È dai tempi di Chávez che non abbiamo più potuto incontrarle. Speriamo di poter tornare a visitarle, ristabilendo relazioni e contatti per noi fondamentali».

Il legame tra Belluno e il Venezuela, infatti, non è solo storico ma ancora vivo nelle storie dei discendenti degli emigrati. Tra queste, quella di Francisc Boyer Sumavila, venezuelano di origine bellunese: il suo bisnonno, Antonio Sommavila, partì da Belluno nel 1877 per stabilirsi ad Araira, nello Stato di Miranda, insieme a decine di famiglie italiane. Eventi naturali e la perdita dei registri civili hanno cancellato molte tracce ufficiali, lasciando ai discendenti il compito di custodire una memoria fragile ma identitaria. Oggi, come allora, la crisi spinge molti venezuelani a valutare la partenza.

La solidarietà del Bellunese

Non è la prima volta che il territorio esprime pubblicamente la propria vicinanza al popolo venezuelano. Nel 2014, piazza Martiri a Belluno ospitò una manifestazione di solidarietà intitolata “Sos Venezuela” (in foto un momento della manifestazione, ndr) “Siamo la voce del Venezuela”, “Italia-Venezuela uniti per la pace”. L’iniziativa, promossa da Abm insieme a PopolInsieme e Migrantes, portò in città una trentina di venezuelani e i colori della loro bandiera.

In quell’occasione, De Bona parlò di «una giornata unica a livello veneto per dimostrare ai venezuelani e ai nostri emigranti in Venezuela la solidarietà e la vicinanza di Belluno». Parole che oggi tornano attuali, in una provincia dove vivono circa un centinaio di cittadini venezuelani e dove molti ex emigranti guardano con apprensione ai familiari rimasti oltre oceano.

Diritti, comunità e responsabilità internazionale

Solidarietà, unità e difesa dei diritti democratici restano, per l’Associazione Bellunesi nel Mondo, i principi guida per leggere una crisi che continua a interrogare la coscienza europea e internazionale.

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