Saranno giorni impegnativi, sul fronte della battaglia al covid. Le dosi di vaccino adesso arrivano con regolarità e la campagna di immunizzazione può spiccare il volo. Sono 74mila le dosi finora somministrate in provincia di Belluno. «Il 25% delle persone vaccinabili ha ricevuto almeno una dose», spiega il direttore generale Maria Grazia Carraro. Vaccinato il 95% degli over 80 (dei quali il 65% ha già completato il ciclo) ora l’attenzione si concentra sulla folta pattuglia dei 70-79 enni. Solamente il 59% ha ricevuto la prima dose, il 12% anche la seconda.
Occorre immunizzarne ancora il 40%. Sul portale regionale ci sono circa 300 posti disponibili. «E’ importante cogliere questa opportunità – è l’appello di Carraro – per raggiungere il prima possibile l’obiettivo». Ma non c’è solo il portale: «A supporto di chi magari da solo ha difficoltà a prenotare – continua il direttore generale – abbiamo messo in campo tutte le forze a disposizione. A cominciare dai sindaci. E dalle farmacie, dove chi non ha dimestichezza con il computer può recarsi per prenotare il suo turno. E ci sono anche i carabinieri, che si sono messi a disposizione per dare una mano».
Eppure, al netto delle difficoltà ad intercettare i settantenni, c’è voglia di vaccino. Lunedì sono state aperte le prenotazioni per la fascia di età 60-69 anni. In tutto messi a disposizione 1.800 posti, esauriti in poche ore. «Stiamo lavorando per poter riaprire le prenotazioni il prima possibile, forse già in giornata». Restano sempre aperte le prenotazioni per gli ultraottantenni: «Ogni giorno si presentano ai drive – in 10-12 persone di quell’età per fare la prima dose. Per loro il posto c’è sempre. Se serve, date loro una mano a prenotare». Senza dimenticare vulnerabili e disabili.
Insomma, avanti tutti insieme, compatti, verso l’obiettivo di sconfiggere il coronavirus. «Al momento la situazione epidemiologica è abbastanza buona – prosegue il direttore generale dell’Ulss1 -. Abbiamo 500 positivi e circa il doppio di persone in isolamento. L’incidenza dei nuovi casi è sotto il valore di 80». Ma da due giorni hanno riaperto le scuole e le attività di ristorazione. Anche se il virus circola meno non è quindi il caso di abbassare la guardia. «E’ un virus infido, questo, anche in altre occasioni sembrava scomparso e poi è ripartito con violenza. Non mi stancherò di ripeterlo, sono fondamentali i comportamenti individuali».
Il calo dei ricoveri ha permesso anche la ripartenza delle attività sanitarie lasciate in sospeso nei mesi scorsi. Ci sono circa 2.700 prestazioni da recuperare. «Non sono moltissime – spiega Carraro – perché in questi mesi abbiamo cercato, nei limiti del possibile, di continuare le attività più importanti».





