Truffe agli anziani, cinque denunciati: rafforzati controlli e indagini

Truffe agli anziani, cinque denunciati: rafforzati controlli e indagini

Cinque persone denunciate in poche settimane per truffe agli anziani nel Bellunese. È il risultato dell’azione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Belluno, che hanno intensificato controlli e indagini per contrastare un fenomeno sempre più diffuso, capace di colpire le vittime non solo sul piano economico, ma anche su quello psicologico. L’attività, condotta in diversi comuni della provincia, ha unito presenza capillare sul territorio e accertamenti mirati, anche di natura telematica e finanziaria. Nel mirino, in particolare, le truffe costruite su schemi ormai collaudati ma ancora efficaci.

Tra questi, la cosiddetta truffa del “finto Maresciallo”, tra le più insidiose: una telefonata improvvisa, il racconto di una rapina o di un incidente che coinvolgerebbe un familiare, e la richiesta urgente di denaro o gioielli per risolvere la situazione. Un copione studiato per generare ansia e confusione, inducendo le vittime a consegne immediate. In più casi, però, la catena si è interrotta grazie alla tempestività delle segnalazioni al 112. A Belluno, i militari hanno intercettato e bloccato un sospettato subito dopo un tentativo di truffa, mentre cercava di lasciare la provincia: nella sua auto è stato trovato un taccuino con annotati gli indirizzi di persone contattate dai complici. Pochi giorni dopo, un secondo individuo è stato rintracciato nei pressi di una stazione ferroviaria, grazie alla descrizione fornita da una vittima e alla segnalazione di un taxista. Anche in questo caso, l’uomo avrebbe tentato di presentarsi come appartenente alle forze dell’ordine per farsi consegnare denaro.

Non sempre i raggiri vengono fermati in tempo, ma anche quando riescono le indagini proseguono. È il caso di una donna che, contattata con lo stesso stratagemma, ha consegnato tutti i gioielli che aveva in casa: la targa dell’auto segnalata ai Carabinieri ha consentito di risalire al responsabile, individuato poi nel Lazio dalla Polizia di Stato.

Il fronte delle truffe si estende anche al mondo digitale. I militari hanno denunciato l’autore della truffa del “finto figlio”, con una vittima convinta a versare quasi mille euro su una carta prepagata, oltre ad altri soggetti responsabili di raggiri online, tra finte vendite e servizi mai forniti, per importi complessivi di diverse migliaia di euro.

Un fenomeno che continua a evolversi, ma contro il quale resta decisiva la collaborazione dei cittadini. Il messaggio dei Carabinieri è chiaro: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro o preziosi. In presenza di richieste sospette o telefonate anomale, l’invito è sempre lo stesso: interrompere il contatto e chiamare immediatamente il 112.

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