Termoregolazione dell’alveare: ecco come le api si riparano dal freddo

Termoregolazione dell’alveare: ecco come le api si riparano dal freddo

È in programma venerdì sera (alle 20.30) l’incontro tecnico mensile rivolto ai soci di Apidolomiti: un’occasione di formazione e apprendimento per gli apicoltori bellunesi grazie all’intervento di esperti di rilievo del settore. L’ospite sarà Daniele Besomi, studioso dell’Università di Losanna, che si concentrerà sulla termoregolazione dell’alveare (foto).

I soci otranno approfondire quindi le modalità con cui le api mantengono, in particolare durante i mesi più rigidi, una temperatura costante all’interno dell’alveare, proteggendo la regina e l’intera famiglia. Questa straordinaria attività, che permette di mantenere l’alveare isolato dalle condizioni ambientali esterne quali temperatura e umidità, è svolta dalle api in modo particolarmente intenso nei mesi tra febbraio e ottobre, così da conservare all’interno 36° costanti. Le api, raggruppate attorno alla propria regina in un cosiddetto “glomere”, mangiano piccole quantità di miele così che il movimento dei muscoli toracici produca calore e, in uno sforzo collettivo, innalzano in questo modo la temperatura globale: questa attività può essere colta con delle fotografie termiche che dimostrano la concentrazione del calore nell’alveare. 

La stagione apistica ha potuto prendere avvio con slancio durante il mese di marzo, tuttavia il repentino calo di temperature rischia mettere in difficoltà le api e, inoltre, la prolungata siccità può avere effetti negativi sulle piante frutticole e i loro fiori. «È imminente la fioritura del tarassaco, la prima della stagione, che speriamo non sia compromessa da queste avverse condizioni metereologiche», afferma Andrea De Bona, vicepresidente tecnico di Apidolomiti. 

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