Una serie di telefonate sospette, la paura che cresce, poi la decisione più giusta: chiamare il 112. È iniziato così l’intervento dei Carabinieri di San Vito di Cadore, che nelle scorse ore hanno raggiunto l’abitazione di un’anziana del posto, spaventata da tre chiamate ricevute in rapida successione da sconosciuti che preannunciavano una visita imminente.
La Centrale Operativa di Cortina d’Ampezzo ha inviato subito una pattuglia. I militari, arrivati in pochi minuti, hanno controllato l’area attorno alla casa, scongiurando la presenza di malintenzionati e bloccando sul nascere qualsiasi tentativo di truffa o furto.
Messa in sicurezza l’abitazione, i Carabinieri si sono fermati con la donna per spiegarle con calma i comportamenti da adottare in situazioni simili: non fidarsi di chi chiama chiedendo denaro o annunciando visite improvvise, non aprire la porta a sconosciuti, segnalare sempre ogni dubbio al numero unico di emergenza.
Ma l’intervento, presto, è andato oltre l’aspetto operativo. Passato lo spavento, la signora – vedova e senza figli – ha confidato ai militari il suo vero bisogno: un po’ di compagnia per alleviare la solitudine. I Carabinieri hanno scelto allora di restare qualche minuto in più, ascoltarla, rassicurarla, farle tornare il sorriso. Prima di ripartire, l’hanno anche messa in contatto con una persona di fiducia residente a Borca di Cadore, così da riattivare la sua rete di supporto.
Un episodio semplice, silenzioso, ma dal forte valore umano. «Nessuno deve avere paura di chiamare il 112 – ricordano dall’Arma –. Non si disturba mai: siamo qui per risolvere problemi o anche solo per dare un consiglio. Possiamo aiutarvi».





