Può una donna diventare simbolo della lotta contro la violenza di genere? La risposta non è sì o no. La risposta giusta è Artemisia Gentileschi, la pittrice stuprata, che ha saputo sublimare nell’arte il suo dolore. E diventare una delle artiste più note non solo della sua epoca, segnata da Caravaggio, ma di tutti i tempi.
È proprio Artemisia Gentileschi il simbolo attorno a cui ruoterà l’ultima iniziativa del Comune di Belluno, curata dall’assessora alle pari opportunità Simonetta Buttignon, pensata per andare oltre il 25 novembre e sensibilizzare sulla parità di genere anche gli altri giorni dell’anno. “Dal buio alla luce” il titolo. E il sottotitolo è quanto mai significativo: “L’arte come strumento di rinascita”.
La rassegna vivrà due momenti. Si comincia domani sera (mercoledì 19 febbraio) alle 20.45 al teatro comunale dove Debora Caprioglio interpreterà Artemisia nello spettacolo “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Un monologo accorato che ripercorre la vita dell’artista, magistralmente impersonata da una delle attrici più note del piccolo schermo.
Poi, venerdì 21 febbraio, alle 18 nel salone Zanardelli della Prefettura, ci sarà la conferenza spettacolo di Gianluca Tormen, docente di storia dell’arte. Una lezione su Artemisia Gentileschi e la sua pittura, un vero e proprio percorso tra la biografia e le tele dell’artista.
Per lo spettacolo teatrale, informazioni e biglietti a ScoppioSpettacoli (0437 948874; www.scoppiospettacoli.it). Per la conferenza del professor Tormen, prenotazione necessaria in Prefettura (segreteriaprefetto.pref_belluno@interno.it).





