Spopolamento, è allarme rosso: «Diamo il via a un piano condiviso»

Spopolamento, è allarme rosso: «Diamo il via a un piano condiviso»

Entro quattro anni al massimo la provincia conterà meno di 200mila abitanti. Lo spopolamento quindi non dà tregua al Bellunese. È questo il dato emerso dal report che il presidente Roberto Padrin ha consegnato al ministro Boccia qualche giorno fa e che è stato illustrato oggi in conferenza stampa. Un dato forse immaginabile da tempo. Ma i cui contorni non erano ancora così ben definiti. Un dato, in ogni caso, su cui la Provincia di Belluno ha intenzione di agire. «Stiamo predisponendo una serie di azioni combinate che rappresentano una possibile ricetta per governare e risolvere questo fenomeno» ha detto Padrin. «Le prossime tappe saranno l’assemblea dei sindaci di martedì 17 dicembre, in cui illustreremo i programmi possibili. E poi il 31 gennaio, con gli Stati Generali della Montagna».

IL DATO
Già, la montagna. È proprio questa la zona che perde abitanti. I dati disaggregati per Unione Montana lo mostrano chiaramente: Belluno-Ponte e Valbelluna reggono il confronto con la demografia e anzi, in alcuni casi guadagnano popolazione. Tutto il resto, invece, è noia. O meglio, è in grave difficoltà. Significa che è in atto da anni un piccolo flusso migratorio interno, per cui dalle “terre alte” la popolazione tende a spostarsi verso la Valbelluna. E poi c’è anche un altro movimento: la gente si sposta dalle frazioni più marginali verso il centro di riferimento di ogni vallata. Come mai? La causa è abbastanza semplice: di fatto, la demografia segue gli assi infrastrutturali e i servizi; dove ci sono, il problema demografico è limitato, dove non ci sono è crisi nera. In tutto questo, la provincia di Belluno conta a oggi 202.950 abitanti. A metà degli anni Novanta erano oltre 211mila. Se si va ancora più indietro si arriva a oltre 224mila. 

IL CONFRONTO
Un problema di montagna? Assolutamente no, perché Trento e Bolzano non perdono popolazione, la guadagnano. L’Alto Adige, ad esempio, era a 436mila abitanti nel 2002, oggi invece veleggia oltre quota 520mila. Trento era a 477mila nel 2002, oggi è oltre i 538mila.
«È proprio per questo che siamo stati a parlare con la Provincia Autonoma di Bolzano, per sapere come hanno fatto loro, negli anni, a non perdere residenti, ovviamente al netto delle risorse economiche che hanno a disposizione a differenza nostra» ha spiegato Padrin. 

LA RICETTA
La cura per la demografia malata al momento non c’è. Ci sono però due ricostituenti molto validi: «I Mondiali di Cortina 2021 e le Olimpiadi invernali 2026 – ha detto Padrin -. Dobbiamo fare in modo che l’onda lunga di questi due eventi planetari arrivi ben oltre Cortina e si allarghi a tutta la provincia. Adesso abbiamo la fotografia della situazione del nostro territorio. Ci metteremo insieme le azioni da concordare con tutto il territorio e gli Stati Generali. È quello che abbiamo proposto anche al ministro Boccia e abbiamo incassato il suo appoggio».

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