Sicurezza, contrattazione sociale e formazione: «La fase due parte da qui»

Sicurezza, contrattazione sociale e formazione: «La fase due parte da qui»

Sicurezza dei lavoratori e contrattazione aziendale. Il futuro si costruisce su questi mattoni. Ne è convinta la Cisl Belluno Treviso, che prova a guardare oltre il quasi certo shock economico: «La fase due impone nuove sfide: organizzazione del lavoro e capacità di ripensarsi su parametri del tutto inediti e inattesi».

«Il primo aspetto da tenere fisso è quello della sicurezza – afferma Rudy Roffarè, segretario del sindacato territoriale -. E quindi necessariamente il protocollo sottoscritto il 14 marzo tra le parti sociali, che prevede che la prosecuzione delle attività produttive possa avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione. Ciò significa che nelle aziende dovranno essere garantite nuove modalità di ingresso e di uscita, la sanificazione quotidiana, strumenti per l’igiene personale, mascherine; gli spazi comuni, come le mense e gli spogliatoi, dovranno essere riorganizzati, la sorveglianza sanitaria garantita e dovranno essere rafforzate le funzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».

E fuori dalle aziende? Anche lì c’è da ripensare molto. A partire dai trasporti e dai processi produttivi, che dovranno rispondere non solo a logiche di mercato, ma anche a esigenze di salute e sicurezza. «Nella fase della ripartenza c’è la necessità di puntare ancora più convinti sulla contrattazione aziendale e, dove possibile, anche territoriale – continua Roffarè -. Sono infatti tanti i temi che meritano ora un approfondimento per dare a lavoratori e aziende strumenti utili per ricominciare. Occorre concordare comitati aziendali per la fase due per definire le nuove organizzazioni del lavoro, gestire gli orari, i nuovi modelli dei premi di risultato e condividere piani formativi per i lavoratori e tutelare le persone più esposte al virus. Anche la formazione sarà fondamentale per ripartire».

La Cisl non intende sottrarsi alla discussione delle modalità da mettere in campo per recuperare la produttività. Il ritorno al lavoro è una necessità; ma lo sarà anche la conciliazione dei tempi della famiglia. Tanto più che la fase due comincerà con le scuole ancora chiuse e i figli a casa. «Siamo pronti a discutere di orari, ferie e straordinari – afferma Roffarè – ridefinendo e perfezionando strumenti di conciliazione vita-lavoro come la banca ore, i congedi e i permessi parentali e lo smart working. Infine, il welfare aziendale diventa occasione per incentivare la spesa sul territorio e sui negozi di prossimità e dare così una risposta anche ai piccoli imprenditori locali. Nella ripartenza il nostro sistema manifatturiero e industriale potrà diventare ancora più forte».

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