Federico Lugato c’è. Non se n’è mai andato. Anche se il suo corpo è stato ritrovato senza vita il 13 settembre 2021, in Val di Zoldo, dopo 19 giorni di ricerche. Federico rivive nel cuore e nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. E attraverso un’associazione: si chiama Sfantà e nasce grazie a una parte delle donazioni della campagna #TroviamoFederico, oltre alla volontà della famiglia, di amiche e amici. In più, promuove la sicurezza nelle attività e all’aperto, in particolare le escursioni in montagna. E supporta la ricerca di persone disperse, facendo tesoro dell’esperienza maturata durante le ricerche di Federico.
Il verbo sfantà in dialetto zoldano significa “momentaneamente perso, che non si riesce a trovare, ma che si troverà presto perché non è tanto lontano”. «Una parola breve e iconica, che riassume quanto abbiamo provato» spiega la presidente dell’associazione, moglie di Federico, Elena Panciera: «Non è stato facile muoversi e agire in quei giorni di forte pressione emotiva. Vorremmo che le famiglie, le amiche e gli amici di persone scomparse possano avere qualche strumento in più rispetto a quelli che abbiamo avuto noi».
Entrando nel dettaglio, sono tre le principali aree di intervento che guidano l’azione di Sfantà: la tecnologia, con lo sviluppo di software per ricerca di persone scomparse; la comunicazione, garantita dal supporto alle famiglie, alle amiche e agli amici delle persone disperse per raccogliere fondi, tenere i contatti con i media e incoraggiare il proseguimento delle ricerche, anche in collaborazione con altre associazioni; infine sensibilizzazione e divulgazione sui temi della sicurezza in montagna e della gestione della scomparsa di una persona cara: eventi, formazione, risorse cartacee e digitali.
Sfantà ha in cantiere numerosi progetti e cerca volontarie e volontari che aiutino a realizzarli. Chiunque può aderire e collaborare: sul nuovo sito web www.sfanta.it in pochi clic si può entrare a far parte dell’associazione e dare una mano.
«Se abbiamo trovato Federico è merito di tante azioni intraprese su più fronti. Se fosse possibile diminuire il numero di persone disperse o accorciare le ricerche anche solo di qualche ora, credo avremmo raggiunto davvero il nostro scopo sociale», commenta Panciera.
Assieme a Elena sono stati eletti in direttivo la sorella di Federico, Nicoletta Lugato, e alcune amiche e amici che hanno partecipato alle ricerche: Roberta De Salvador, Greta Munerotto e Ignazio Zanotti.





