Un albergo privo del Piano di emergenza ed evacuazione è stato sospeso nell’Agordino: è il caso più grave emerso dall’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Belluno, in collaborazione con l’Arma Territoriale. I controlli, estesi a tutta la provincia, hanno coinvolto settori chiave come edilizia, agricoltura, ricettività, industria manifatturiera e commercio.
Nel corso dell’attività ispettiva sono state individuate dodici aziende non in regola. I militari hanno riscontrato irregolarità in cinque cantieri edili, due aziende agricole, due industrie manifatturiere, un centro estetico, un esercizio commerciale e un’altra struttura ricettiva. Le violazioni contestate sono state numerose e significative, a partire dalla mancata formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori, fino all’assenza dei dispositivi di protezione individuale. In diversi casi, i luoghi di lavoro e le attrezzature non rispettavano i requisiti minimi di sicurezza, con aperture non protette nei cantieri e impianti di videosorveglianza installati senza autorizzazione. È emerso anche il distacco di personale privo dei requisiti di legge.
Il caso dell’albergo nell’Agordino ha destato particolare attenzione per la gravità della violazione: l’assenza del Piano di Emergenza ed Evacuazione, documento fondamentale per la tutela di ospiti e dipendenti in caso di incendio, terremoto o altri pericoli, ha comportato la sospensione immediata dell’attività.
L’operazione ha portato all’erogazione di sanzioni e ammende per un importo complessivo superiore ai 100.000 euro. «Un’intensa attività ispettiva – si legge in una nota – che conferma l’impegno delle Forze dell’Ordine nel contrastare lo sfruttamento e la negligenza in materia di sicurezza sul lavoro».





