Sei nuovi tasselli in Hall of Fame: la storia del Fiori Barp si arricchisce

Sei nuovi tasselli in Hall of Fame: la storia del Fiori Barp si arricchisce

 

Un nuovo capitolo nobilita il grande romanzo calcistico e popolare del Fiori Barp. Anzi, i capitoli sono sei. Perché sei sono le figure che andranno ad arricchire ulteriormente la speciale Hall of Fame della società. Si tratta di Giuseppe “Bepi” Monti, Aldo De Dea, Gianni Oliva, Silvano Fant, Antonio Piccolotto e Luciano Trevisson. 

La decisione è stata presa all’unanimità dal Comitato d’onore: ne fanno parte Arone Roni (presidente onorario), Walter De Dea (dirigente storico e calciatore veterano), Victor Fant (presidente), Roberto Bona (giornalista), Doriano Sponga e Angelo Santel dirigenti), Luciano Trevisson (ex giocatore e presidente Delegazione provinciale Coni), Aldo Roccon, Ermes Oliva, Maurizio Dall’Asen e Alessandro Bellencin. 
Vale la pena entrare nel dettaglio dei sei profili. 

Giuseppe “Bepi” Monti: originario di Auronzo di Cadore e stabilitosi poi a Mas con l’attività di famiglia dopo un periodo ad Agordo, è stato dirigente illuminato, artefice della fondazione del club. E per anni in prima linea come trascinatore dell’attività. Dirigente provinciale e nazionale del Csi, fu tra gli ideatori e organizzatori del “Torneo Longarone”. Figura carismatica e pittoresca, grande amante dello sport e del calcio in particolare, era personaggio conosciutissimo, un tipo “tosto” che sapeva farsi rispettare. Amico sincero di Antonio Ricchieri, all’epoca vice di Artemio Franchi alla presidenza della Figc, “dava del tu” all’arbitro Concetto Lo Bello. 

Aldo De Dea: imprenditore, nato a Sedico, il 16 agosto 1925, morì ancora giovane, nella primavera del 1976. Presidente negli anni d’oro delle prime partecipazioni al campionato veneto di Seconda categoria, legò a filo doppio la sua presidenza alla direzione tecnica di Bepi Monti e all’ingresso in squadra dei primi rinforzi di giocatori militari. 

Gianni Oliva: nato l’11 marzo 1943, iniziò a giocare nell’Alpes di Polpet e diventò poi il primo portiere della storia del Fiori Barp, club con cui giocò fino al 1966. Assieme al fratello Ermes e ai compagni Alessandro Bellencin, Luciano Trevisson e Silvano Fant, rappresenta il nucleo storico della squadra blu arancio, quello che nel 1963 si rivolse a Bepi Monti per far nascere, dopo il ciclismo, anche la squadra di calcio. Nell’estate 1967 ha militato nel Calalzo, mentre nei successivi due campionati di Prima categoria (1967-68 e 1968-69) si è trasferito alla Feltrese, primo giocatore di Mas e del Fiori Barp a tentare il grande salto. Smise di giocare per un infortunio nel 1970, dopo alcune amichevoli giocate con il Ponte nelle Alpi. 

Silvano Fant: difensore, nato il 25 luglio 1943. Frequentando la scuola per orfani di guerra di Siena, divenne un eccellente giocatore di basket, sport che continuò a praticare, distinguendosi per le sue doti atletiche, anche dopo il rientro a casa, nelle file della Libertas Belluno. Nel capoluogo vestì pure la maglia dell’undici gialloblù, per un paio di apparizioni in Prima categoria. Fu tra coloro che stimolarono la nascita del Fiori Barp, formazione con cui visse anche l’esperienza dei primi campionati regionali di Seconda categoria. Fece parte poi della squadra veterani blu arancio fino alla sua prematura scomparsa per un male inesorabile. 

Antonio Piccolotto: centrocampista, classe 1945. In blu arancio dal 1964 al 1971, ha vissuto in campo, da protagonista, le vicende del Fiori Barp impegnato nel Torneo Bonazzola, nella Coppa Buzzatti, nel campionato provinciale di Terza categoria e in quello regionale di Seconda categoria. È così legato a quell’esperienza di oltre cinquant’anni fa, da conservare ancora, praticamente come nuova, vero e proprio cimelio, una delle maglie da gioco blu arancio di quei campionati. Alla fine degli anni Novanta ha ricoperto con dedizione la carica di segretario del club. 

Luciano Trevisson: difensore, classe 1942, arcigno, implacabile nella marcatura sull’uomo. Anche lui fa parte del quintetto di amici alla cui grande passione si deve la fondazione dell’undici blu arancio. Una volta smesso di giocare e dopo essere diventato, per lustri, capitano della Compagnia Arcieri del Piave, è sempre rimasto legatissimo al Fiori Barp. Da un paio di decenni è presidente della Delegazione provinciale Coni.

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