“Se la neve fosse musica”: il nuovo libro di Chiara Da Rif

“Se la neve fosse musica”: il nuovo libro di Chiara Da Rif

A volte le storie arrivano come una nevicata inattesa: silenziose, leggere, capaci di cambiare il paesaggio interiore senza fare rumore. “Se la neve fosse musica”, il nuovo libro dell’insegnante Chiara Da Rif con le illustrazioni di Chiara Pellegrini (edito da Progetti Sonori), appartiene a questa categoria. 

È una fiaba musicale, certo. Ma è anche un piccolo atlante sentimentale sull’immaginazione, l’attesa e il modo in cui ciascuno di noi interpreta le emozioni e le passioni più profonde. Sarà presentato domenica 14 dicembre, alle ore 17, nella cornice della Sala Bianchi, a Belluno.

La storia inizia nel fitto di un bosco, dove la volpacchiotta Resina si muove come un’esploratrice: con occhi aperti e una curiosità che zampilla. È lì, in una radura, che incontra una talpa, un riccio, un topolino, uno scoiattolo, una cerbiatta e altri amici e amiche. Un piccolo campionario di vite diverse, caratteri diversi, sensibilità diverse, nella vivacità del sottobosco.

Poi arriva la neve. Prima un indizio, poi un’idea, infine una presenza. Gli animaletti si riparano come può fare chi non ha un tetto, ma ha l’immaginazione. E Resina, grazie alla sincerità tipica dei bambini che non hanno ancora imparato a dubitare, chiede: «E se invece dei fiocchi cadessero le note?». Una domanda in grado di schiudere un passaggio segreto. Perché ognuno degli animaletti immagina la sua neve sonora, la sua orchestra privata, la sua chiave per trasformare il mondo.

Il libro non accompagna il lettore solo con le parole e le illustrazioni, ma anche con le note. Ogni visione degli animaletti, infatti, è intrecciata a brani di musica classica ascoltabili tramite Qr Code. Un modo per far dialogare l’inchiostro con il suono, il bosco con l’orchestra, la fiaba con la tecnologia. E sempre attraverso un Qr Code si possono scaricare i personaggi da colorare, per prolungare la storia con le proprie mani. 

Ci sono poi attività semplici, da svolgere insieme ai bambini, senza la necessità di saper leggere un pentagramma. Bastano la voce, qualche gesto, la disponibilità a mettersi accanto anziché davanti. Perché questo libro, in fondo, parla di questo: dell’attesa come forma di pazienza, dell’amicizia come leva di fiducia, della diversità come ricchezza. E della neve, che quando arriva – reale o immaginata – porta sempre qualcosa che prima non c’era.

In Sala Bianchi, Chiara Da Rif racconterà tutto questo. Non solo come autrice, ma come testimone di un’idea semplice: la musica non è un linguaggio da insegnare. È un luogo in cui ci si può incontrare.

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