Ru Secco, oltre 5 milioni di euro per la sicurezza di San Vito di Cadore

Ru Secco, oltre 5 milioni di euro per la sicurezza di San Vito di Cadore

Oltre cinque milioni di euro investiti per la sicurezza idrogeologica di San Vito di Cadore. È il valore complessivo degli interventi realizzati e programmati nel bacino del Ru Secco, una delle aree più delicate sotto il profilo idraulico del territorio cadorino.

L’assessore regionale alle Foreste e alla Montagna, Dario Bond, ha visitato i cantieri accompagnato dal consigliere provinciale Alberto Peterle, dal sindaco di San Vito Franco De Bon e dai tecnici regionali. Il totale delle risorse stanziate supera i 5 milioni di euro: 4.444.473 euro derivano dai finanziamenti legati al post Vaia e al Piano triennale dei lavori pubblici, ai quali si aggiungono altri 551 mila euro destinati alla manutenzione straordinaria delle opere idraulico-forestali già esistenti.


Il Ru Secco si sviluppa all’interno di una vasta conca detritica delimitata da Punta Taiola, Cima Bel Prà, Cime Scotter e Monte Antelao, per una superficie di quasi nove chilometri quadrati. Le forti pendenze e la notevole capacità di trasporto di materiale solido rendono quest’area particolarmente sensibile durante gli eventi meteorologici intensi. Per questo negli anni sono state realizzate numerose opere di regimazione e contenimento, oggi oggetto di ulteriori interventi di adeguamento.
«Il Ru Secco è un esempio molto concreto di cosa voglia dire fare prevenzione in montagna», ha spiegato Bond. «Dopo Vaia abbiamo investito oltre 4,4 milioni di euro; ora altri 551 mila euro servono a intervenire sulle opere più datate e sulle criticità emerse nel tempo. È una manutenzione che garantisce sicurezza per l’abitato e per chi vive ai piedi di questo bacino».

La sistemazione del torrente ha radici lontane. I primi importanti lavori furono realizzati dopo l’alluvione del 1966. Successivamente il sistema è stato implementato e aggiornato anche in seguito alla colata detritica del 5 agosto 2015. Una svolta è arrivata dopo la tempesta Vaia del 2018, quando i Servizi Forestali regionali di Belluno, in collaborazione con l’Università di Padova, hanno approfondito le caratteristiche idrauliche e geomorfologiche del bacino attraverso specifiche modellazioni. Lo studio ha consentito di individuare le principali criticità e definire le priorità di intervento per la tutela dell’abitato e della SS51 di Alemagna.

Le risorse stanziate nel post Vaia hanno finanziato tre interventi principali.
Il primo, da oltre 1,5 milioni di euro, ha riguardato la realizzazione di due briglie frangicolata con relativo bacino di accumulo e strada di accesso in prossimità della confluenza tra Ru Salvela e Ru Secco. Il secondo, del valore di quasi 2,3 milioni di euro, ha portato alla costruzione di una briglia selettiva in calcestruzzo armato con filtro modulabile e del nuovo “Canale della Seggiovia”, lungo 75 metri. Il terzo intervento, da oltre 619 mila euro, è stato finalizzato alle opere preliminari per l’adeguamento della sezione idraulica in corrispondenza dell’attraversamento della Statale 51 Alemagna.

Accanto ai nuovi cantieri, la Regione ha destinato ulteriori 551 mila euro alla manutenzione straordinaria di cinque opere esistenti, alcune delle quali costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta. Gli interventi hanno interessato consolidamenti strutturali, adeguamenti idraulici e opere di ripristino, necessari anche alla luce degli eventi recenti. Una delle briglie presenti nel bacino, infatti, ha richiesto lavori specifici dopo i danni causati dall’evento meteorologico del novembre 2024.
«Non stiamo parlando soltanto di costruire nuove opere», ha sottolineato Bond. «Stiamo prendendo in carico strutture che hanno decenni di vita, verificando come hanno risposto agli eventi e migliorandone la capacità idraulica. È una manutenzione che spesso si vede poco, ma fa la differenza quando il sistema viene messo alla prova».

I lavori sono stati progettati dai Servizi Forestali di Belluno e realizzati con il personale di Veneto Agricoltura, comprendendo anche interventi di sistemazione ambientale e ripristino dei versanti interessati dai cantieri. «Il dato economico complessivo è importante», ha concluso l’assessore. «Oltre 4,4 milioni di euro per i cantieri programmati dopo Vaia e altri 551 mila euro per adeguare e mantenere efficienti le opere esistenti, senza aspettare che sia l’emergenza a indicarci dove intervenire».

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