Da ieri mattina, Franco Roccon non è più un assessore del Comune di Belluno: dopo giorni di tensione e di polemiche, il confronto con il sindaco Oscar De Pellegrin ha portato alla consegna della lettera di dimissioni da parte di quello che per oltre tre anni è stato il braccio destro del primo cittadino soprattutto in materia di lavori pubblici e di Nevegal.
Un addio impensabile fino a pochi mesi fa, quando lo stesso sindaco aveva difeso a spada tratta il suo assessore in consiglio comunale da accuse e da richieste di dimissioni in seguito agli attacchi sulla questione Nevegal 365; leggendo però la lettera con cui Roccon rinuncia all’incarico, consegnata al sindaco e ai colleghi di giunta e consiglio e inviata alla stampa (qui potete leggerla integralmente), pare evidente come la situazione a Palazzo Rosso fosse tesa ormai da parecchio tempo.
Se l’ormai ex assessore limita i suoi commenti di giornata a quanto già scritto nella lettera, il sindaco sceglie di ringraziarlo mettendo però in chiaro alcuni aspetti: «Accolgo con rispetto la decisione (le dimissioni, NdR) e desidero ringraziare Franco Roccon per l’impegno prezioso profuso in questi anni. Il suo lavoro nell’attuare la programmazione e le attività previste nel DUP è stato apprezzato da questa Giunta, così come è stato riconosciuto l’impegno costante rivolto al bene comune. Ritengo però importante sottolineare che è naturale che, nell’amministrare una città, emergano divisioni, punti di vista diversi e persino attriti significativi: questo accade con chi siede all’opposizione e, talvolta, anche tra persone che hanno condiviso parte dello stesso percorso politico. Sono dinamiche fisiologiche, che fanno parte della vita politica e che non devono mai oscurare la finalità comune che ci guida: lavorare per Belluno e per i suoi cittadini. Un’amministrazione, del resto, è composta da persone: ciascuna porta con sé punti di forza e inevitabili debolezze. Il compito di chi governa è armonizzarle e trovare un equilibrio, per lavorare insieme al meglio possibile nelle condizioni date. Credo che Roccon, nel suo ruolo, abbia interpretato questo spirito, mettendo a disposizione la sua energia e la sua capacità di fare. Il cammino non si ferma: continuerò a portare avanti, insieme alla Giunta e alla Maggioranza, il lavoro intrapreso con serietà e responsabilità. La Maggioranza resta solida e coesa, convinta che, pur nelle diversità, l’impegno corale debba sempre convergere nell’interesse generale della Città».
Quello di Roccon è il secondo saluto alla giunta del capoluogo nell’arco di pochi mesi: a fine giugno erano arrivate in sede di consiglio comunale le dimissioni di Simonetta Buttignon (un addio lungo mesi, soprattutto per la difficoltà di trovare un’altra donna disposta a subentrare in giunta), ora quelle dell’ormai ex assessore a lavori pubblici, edilizia privata e pubblica, progetto Nevegàl, decoro urbano e servizi manutentivi. Il sindaco annuncia un incontro di maggioranza per vedere come proseguire, cioè se trovare un sostituto o se proseguire con l’attuale assetto ad otto assessori; nel frattempo, le deleghe di Roccon resteranno in capo al primo cittadino.





