Rischio idraulico sul Piave, Borgo Valbelluna chiede risposte

Rischio idraulico sul Piave, Borgo Valbelluna chiede risposte

Il Comune di Borgo Valbelluna vuole fare chiarezza sulle condizioni idrauliche del Piave a monte della traversa di Busche. Dopo l’incontro ospitato nei giorni scorsi in Prefettura a Belluno con Enel Green Power e Genio Civile, l’amministrazione comunale ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico per verificare se le trasformazioni avvenute negli ultimi anni abbiano modificato gli scenari di rischio nelle aree di Cesana e Molin Novo. Al centro dell’attenzione ci sono le preoccupazioni espresse dai residenti e dai comitati cittadini, legate all’accumulo di sedimenti nell’invaso, alla crescita della vegetazione e alla mancanza di interventi straordinari di sghiaiamento. Secondo il Comune, questi elementi potrebbero aver inciso sulle condizioni del corso d’acqua rispetto a quelle analizzate nel 2018, quando era stato elaborato il modello matematico-idraulico utilizzato ancora oggi come riferimento per il Piano comunale di Protezione civile.

L’obiettivo è capire se, a parità di portata del Piave, i livelli dell’acqua e il rischio di allagamento per abitazioni e attività produttive siano rimasti gli stessi o abbiano subito un aggravamento nel corso degli anni. Per questo l’amministrazione intende coinvolgere tutti gli enti competenti nella gestione del fiume e dell’impianto di Busche. Il confronto dovrà servire a verificare l’attuale situazione idraulica, valutare l’efficacia delle misure di manutenzione e capire se sia necessario aggiornare gli scenari di rischio e le procedure di Protezione civile. Sul tavolo potrebbe finire anche la revisione del piano di gestione dell’invaso e la programmazione di nuovi interventi di sghiaiamento.

«Non intendiamo mettere in discussione la naturale pericolosità idraulica di un’area già riconosciuta come fluviale dalla pianificazione vigente – spiega il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Simone Deola -. Vogliamo però comprendere se le trasformazioni intervenute nel tempo, anche in conseguenza della presenza e della gestione dello sbarramento, possano aver determinato un aumento del rischio di allagamento rispetto alle condizioni valutate in passato».

Sulla stessa linea il sindaco Stefano Cesa, che richiama la necessità di garantire strumenti di prevenzione fondati su dati aggiornati. «Le preoccupazioni espresse dai residenti sono legittime e meritano risposte concrete. Come amministrazione abbiamo il dovere di garantire che gli strumenti di Protezione civile siano basati su un quadro conoscitivo affidabile e aggiornato».

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