Per il Bellunese restano confermati i correttivi legati alla montagna e all’invecchiamento della popolazione nella ripartizione del Fondo sanitario regionale. Lo sottolinea la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Silvia Calligaro, intervenendo dopo il via libera della V Commissione ai criteri che saranno applicati a partire dal 2026.
Secondo la consigliera, per una provincia interamente montana come Belluno si tratta di elementi fondamentali nella distribuzione delle risorse. «Distanze maggiori, dispersione territoriale e una popolazione più anziana richiedono risorse adeguate per poter garantire servizi appropriati», spiega Calligaro. La V Commissione consiliare Sanità e Sociale ha infatti espresso parere favorevole alla modifica dei criteri di ripartizione delle risorse destinate agli enti del Servizio sanitario regionale. Un passaggio che precede la discussione sul bilancio regionale, dove saranno definiti gli stanziamenti.
Proprio su questo punto la consigliera invita ad attendere i prossimi passaggi istituzionali. «Dalla prossima settimana il lavoro in Regione sarà sempre più concentrato sul bilancio e sarà quella la sede nella quale verranno definiti i numeri. Credo che questo consentirà anche di fare chiarezza rispetto agli allarmismi che abbiamo sentito nelle ultime settimane sui fondi destinati al Bellunese».
Calligaro interviene anche sul voto contrario espresso dalle opposizioni. «Hanno votato contro senza però presentare suggerimenti o proposte alternative. Sulla sanità, come su tutti i temi, credo sarebbe più utile entrare nel merito delle soluzioni, soprattutto quando si parla di territori con caratteristiche così specifiche». Nel suo intervento la consigliera regionale ha infine voluto richiamare l’attenzione sul personale sanitario. «Al di là dei criteri e dei numeri, la parte fondamentale la fanno le persone che ogni giorno lavorano nel sistema sanitario. Medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e amministrativi sono quelli che trasformano le risorse in servizi reali per i cittadini». Da qui l’appello conclusivo: «Il compito delle istituzioni è fare in modo che al territorio arrivino risorse adeguate e che chi lavora nella sanità venga messo nelle condizioni di operare al meglio. È questo il punto su cui continueremo a lavorare».





