Raid notturni, fermati due sospetti: incastrati da uno zaino e dal GPS

Raid notturni, fermati due sospetti: incastrati da uno zaino e dal GPS

Una scia di furti tra Santa Giustina, Cesiomaggiore, Feltre e Castagnole di Paese. E uno zaino scuro, sempre lo stesso, che compare in ogni immagine di videosorveglianza. È uno dei dettagli che ha permesso ai Carabinieri della Compagnia di Feltre di ricostruire i movimenti di due uomini, entrambi di origine albanese e senza fissa dimora, fermati il 13 gennaio 2026 a Resana (Treviso) con l’accusa di essere gli autori dei raid notturni avvenuti tra dicembre e gennaio.  

La serie di furti: sei colpi in una notte tra Santa Giustina e Cesiomaggiore

Le indagini sono partite dopo i furti del 22 e 23 dicembre 2025, quando sei abitazioni vicine alla linea ferroviaria tra Santa Giustina e Busche sono state prese di mira. In un caso, in via Statagn, uno dei ladri è stato sorpreso dal proprietario, riuscendo comunque a fuggire con 1.500 euro. Le telecamere della zona hanno ripreso due uomini, uno dei quali con un voluminoso zaino scuro. Nelle ore successive altri colpi sono stati messi a segno tra Bivai e Cesiomaggiore, con bottini che vanno da poche decine di euro a monili in oro, attrezzi da lavoro e un giubbino contenente cuffiette dotate di GPS: un dettaglio che si rivelerà decisivo.

Il modus operandi: forare l’infisso e aprire dall’esterno

In tutti i casi i ladri sono entrati nelle abitazioni senza svegliare i proprietari, utilizzando la “tecnica del forellino”: ovvero praticare un piccolo foro nell’infisso per ruotare la maniglia dall’interno e penetrare in casa senza svegliare nessuno. Anche grazie alla grande abilità nell’utilizzare trapani a mano.

Nuovi colpi a Feltre e nel Trevigiano

Tra il 4 e il 5 gennaio 2026, altri quattro furti sono stati registrati a Feltre, nelle vie dei Rochi, Vigne Basse, Rocchetta e del Col. Il 12 e 13 gennaio, la coppia si sarebbe poi spostata a Castagnole di Paese, dove sono stati denunciati due ulteriori colpi, con monili in oro e banconote estere per un valore complessivo di diverse migliaia di euro.

GPS, telecamere e treni: così i Carabinieri hanno ricostruito i movimenti

Il segnale GPS delle cuffiette rubate a Cesiomaggiore ha permesso ai militari di individuare l’area in cui si trovava il presunto covo dei due indagati. Le verifiche hanno portato a identificare anche i mezzi utilizzati: una Mercedes Classe A bianca e una Fiat Idea grigia. Analizzando le immagini delle telecamere installate lungo i percorsi dei furti, i Carabinieri hanno notato che i due uomini portavano sempre con sé lo stesso zaino scuro. Un ulteriore elemento è arrivato dal tracciamento GPS: i sospetti si spostavano spesso in treno per raggiungere i luoghi dei raid. Le immagini delle videocamere a bordo dei convogli hanno confermato la presenza dei due uomini, riconoscibili proprio grazie allo zaino.

Il blitz e il fermo

Il 13 gennaio i Carabinieri hanno atteso il rientro dei due indagati nel loro alloggio, trovandoli con lo stesso zaino e con il presunto bottino dell’ultimo colpo. Entrambi avevano documenti falsi; uno dei due risultava destinatario di un ordine di carcerazione per reati contro il patrimonio commessi nel Monzese, con un residuo pena di sei anni. La refurtiva è stata sequestrata e verrà restituita ai proprietari. Sequestrati anche lo zaino, gli arnesi da scasso e i documenti falsi. Dopo l’udienza di convalida, il GIP del Tribunale di Treviso ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.

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