Otto incontri svolti sul territorio in un anno e mezzo, con 130 partecipanti; 70 manifestazioni di interesse raccolte, 34 case visitate. 24 le abitazioni già entrate nella rete di progetto, quattro delle quali già occupate: questi i numeri di Primavera Casa, il progetto finanziato da Fondazione Cariverona e che vede la cooperativa sociale Società Nuova, l’associazione Isoipse, Acli e Consorzio Dolomiti Prealpi (per la parte di consulenza tecnica), Odar ed Etifor unite per far “dialogare” i proprietari di case sfitte della Valbelluna con chi arriva in provincia per lavoro o per un breve soggiorno.
Il progetto, avviato a settembre 2022, partiva per dare una risposta alle esigenza di accoglienza turistica del territorio, ma si è poi “trasformato” in un sistema per arginare l’emergenza abitativa: tre case messe a disposizione su quattro sono infatti destinate all’accoglienza di famiglie e lavoratori a medio-lungo periodo. Sono nove i comuni per ora interessati da Primavera Casa – Borgo Valbelluna, Sedico, Limana, Santa Giustina, Cesiomaggiore, Sospirolo, San Gregorio nelle Alpi, Feltre e Pedavena, dove venerdì 9 febbraio alle 20.30 al Centro Culturale Silvio Guarnieri si terrà un incontro di presentazione – con l’obbiettivo entro la primavera di arrivare all’Alpago e coprire tutta la Valbelluna.
Quella della destinazione finale d’uso delle abitazioni non è stata l’unica modifica in corso d’opera per il progetto: parlando con i proprietari e le istituzioni, sono nati i protocolli d’intesa con le aziende del territorio. Uno dei problemi del Bellunese infatti è quello di garantire un’abitazione a chi arriva da fuori provincia o regione, mentre chi dà in affitto la propria casa vorrebbe avere delle garanzie sul nuovo inquilino: la partecipazione delle aziende permette così ai proprietari di sapere che l’affittuario arriva in Valbelluna già con un posto di lavoro sicuro e alle aziende di poter offrire da subito un contatto per trovare casa. DolomitiBus, Valbelluna Servizi e Carlo Gavazzi Controls sono le prime realtà ad aver sottoscritto questo accordo.
I risultati di questi primi mesi di progetto parlano chiaro: in provincia serviva un intermediario tra domanda e offerta, in grado di intercettare i lavoratori in entrata e di dare garanzie e consulenza ai proprietari. Ora lo sguardo è proiettato anche oltre la fine del finanziamento, ma l’interesse di tutti – partner di progetto, imprese e istituzioni – potrebbe portare a buone soluzioni.





