Più controlli, meno collisioni. È questo il messaggio che emerge con chiarezza dal bilancio della stagione invernale 2025/2026 della Compagnia Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, che ha presidiato i comprensori di Cortina (Faloria-Cristallo), Arabba, Alleghe e Padola. I numeri parlano da soli: dove le sanzioni sono aumentate, gli scontri tra sciatori sono crollati.
Il caso più emblematico è Arabba. Con un incremento delle sanzioni del 156%, il volume complessivo degli incidenti è sceso del 22,5%. A Cortina, un aumento dell’attività sanzionatoria del 133% ha portato a una riduzione del 25% degli scontri tra utenti, scesi a soli 9 casi nell’intera stagione. Ad Alleghe, dove i controlli sono aumentati di un impressionante 266%, la stagione ad alta affluenza è stata contenuta senza picchi critici. La correlazione è diretta e difficile da ignorare: le sanzioni per velocità eccessiva, mancato rispetto delle precedenze, assenza di assicurazione o di casco funzionano come deterrente reale.
Eppure, oltre il dato incoraggiante sugli scontri, i dati rivelano un problema strutturale che la presenza dei militari da sola non può risolvere. A Cortina il 93,2% degli interventi ha riguardato incidenti autonomi o malori, ad Arabba l’86,6%, ad Alleghe l’85%. Quasi tutti gli infortuni, in altre parole, non coinvolgono terzi: nascono dallo sciatore stesso, dalla sua velocità, dal suo errore, dal suo limite non riconosciuto.
Il maggiore Alessandro Bui, comandante della Compagnia, individua una causa precisa: «L’evoluzione tecnologica dei materiali dà l’illusione di poter gestire velocità elevate con facilità, ma non sostituisce la preparazione atletica né la padronanza tecnica. La maggior parte degli incidenti autonomi è figlia di questa sopravvalutazione». Sci più performanti, scarponi più reattivi, tavole più veloci: l’attrezzatura moderna offre una sensazione di controllo che spesso supera le reali capacità di chi la usa, con conseguenze che finiscono sulle barelle del soccorso alpino.
Il presidio operativo dei Carabinieri si è articolato su più fronti: pattugliamento dinamico dei tratti a maggiore incidentalità, verifica dell’assicurazione obbligatoria e dell’uso del casco per i minori, monitoraggio delle stazioni di imbarco e sbarco degli impianti. Un lavoro capillare che ha reso le piste più sicure per chi rispetta le regole e meno ospitali per chi le ignora.
La stagione 2025/2026 si chiude con un bilancio che è anche un avvertimento: la prevenzione istituzionale può fare molto, ma non può fare tutto. L’ultima variabile — la più difficile da controllare — è la consapevolezza dello sciatore.





