Pista da bob, il consiglio provinciale chiede di verificare la fattibilità di Innsbruck

Pista da bob, il consiglio provinciale chiede di verificare la fattibilità di Innsbruck

Sulla pista da bob per le Olimpiadi Invernali 2026, il consiglio provinciale chiede di verificare la fattibilità dell’adeguamento dell’impianto di Innsbruck in tempi e costi compatibili con i Giochi. È questo in estrema sintesi il contenuto dell’ordine del giorno approvato ieri (26 settembre) a Palazzo Piloni. Un testo presentato dal consigliere Paolo Perenzin, sottoscritto dai consiglieri di “Provincia Comune 2030” (Deola, Monestier, Luchetta, De Bon e Da Rold) e passato con cinque voti favorevoli e due astensioni, oltre all’assenza di Serenella Bogana e all’uscita dall’aula al momento del voto da parte dei consiglieri di Centrodestra (Scopel, De Toni e Gosetti).

IL TESTO

L’ordine del giorno si rivolge alla Fondazione Milano-Cortina 2026, al Governo italiano e alla Regione del Veneto chiedendo di vagliare l’ipotesi Innsbruck. E in caso di fattibilità, di abbandonare immediatamente la costruzione del Cortina sliding center, utilizzando le risorse previste per la sua realizzazione per le esigenze del territorio bellunese. «Il sindaco di Innsbruck ha fornito un cronoprogramma chiaro, in cui evidenzia che l’adeguamento della loro pista da bob sarà pronto al massimo per la primavera 2025» ha detto nel suo intervento il consigliere Perenzin. «Se questo quadro è confermato – ed è per questo che chiediamo con urgenza una verifica – allora bisogna virare su Innsbruck».

IL DIBATTITO

Nel corso del dibattito consiliare, hanno motivato il voto di astensione sia il consigliere Fabio Luchetta, sia il presidente Padrin.

«Non è mai facile decidere di fare opere come questa» ha detto Luchetta. «Ma la pista da bob faceva parte del dossier olimpico con cui è stato possibile inserire Cortina nei Giochi 2026. Nel 2022 questo stesso consiglio si è espresso a favore della pista da bob. Siamo proprio d’accordo nel voler cancellare la possibilità di riqualificare il vecchio impianto Eugenio Monti, e quindi perdere una delle poche discipline olimpiche che si disputeranno nel nostro territorio?». 

«La pista da bob a Cortina è argomento quanto mai divisivo. Lo dimostrano anche presenze e assenze alla seduta odierna del consiglio, cosa mai accaduta prima. Un argomento che in ogni caso non è competenza della Provincia e che sta invece in altre stanze, quelle del Governo, quelle della Fondazione Milano Cortina 2026, quelle del commissario Sant’Andrea, quelle della Regione del Veneto» ha premesso il presidente Padrin.

«Per questo credo vadano distinti due piani diversi di ragionamento. Il piano dei cittadini, delle associazioni, della società civile e della comunità locale. E il piano dell’amministrazione provinciale che anche senza avere competenze dirette può e deve raccogliere il sentire popolare ed esprimere il proprio parere. Se il primo è facile, immediato; il secondo è più complesso e non è giusto che si presti alle strumentalizzazioni del momento. Oggi quindi ci troviamo davanti a un progetto di una pista che non è priva di dubbi e punti critici. Su tutti l’aumento dei costi di realizzazione e l’ammontare dei costi di gestione. Dubbi che non sono e non possono essere privi di conseguenze. Ma va detto chiaramente che non è mai stata messa in dubbio la presenza della pista da bob nel dossier olimpico. Quando la proposta Milano-Cortina è stata candidata alle Olimpiadi 2026, la pista da bob era parte integrante del dossier. Anzi, era l’unica realizzazione di opere sportive prevista a Cortina a servizio dei Giochi. Non un’opera nuova, ma una riqualificazione di un’opera già presente, che ha funzionato ininterrottamente dalle Olimpiadi del ’56 fino al 2008. Un’opera che è sempre stata voluta dalle Federazioni internazionali. Per coerenza con l’atto del consiglio provinciale del 2022, il mio sarà un voto di astensione» ha detto il presidente Padrin. «I problemi sul tavolo quindi restano due: l’aumento dei costi e i tempi, oggi sempre più stretti, di realizzazione. Bisogna avere la consapevolezza che se dovesse risultare che l’ipotesi Innsbruck è percorribile, è il caso che il governo italiano e quello austriaco trovino subito un accordo. Ma se l’ipotesi non dovesse essere percorribile, si sgombri subito il campo dagli equivoci, evitando ulteriori speculazioni attorno all’argomento». 

IL CENTRO DESTRA

I consiglieri assenti (Bogana) e usciti dall’aula hanno affidato a una nota la loro posizione.

«La pista da bob non può diventare un tema di distrazione di massa» dicono. «Occuparsi oggi, fuori tempo massimo, del tema dell’impianto a servizio delle Olimpiadi invernali 2026, è un ottimo esercizio politico, ma siamo sicuri sia di utilità per le comunità bellunesi? Non è questione di benaltrismo, ma di cronologia. Nel dossier olimpico la costruzione della pista da bob è sempre stata indicata, senza ipocrisie, come riqualificazione di una pista che c’è ed è un rudere da anni. Nessuno si è mai stracciato le vesti per questo, tranne i contrari alle Olimpiadi tout-court, con una visione che riteniamo quantomeno miope rispetto alla possibilità di lavoro e promozione che un evento come i Giochi olimpici porta nei territori. Nel marzo 2022 il consiglio provinciale ha deliberato favorevolmente il proprio appoggio allo Sliding Center. Cosa è cambiato oggi? Dal nostro punto di vista nulla. Qualsiasi opera, soprattutto se si tratta di una grande opera, rischia di dividere. Ma le divisioni ci fanno perdere l’attenzione e le energie da quanto serve al territorio, specialmente in considerazione del fatto che un ordine del giorno su un tema di competenza statale rischia di essere pura filosofia».

«Per questo motivo – sostengono i quattro consiglieri – abbiamo ritenuto di non partecipare alla votazione. Preferiamo concentrarci sulla concretezza, che oggi ci vede lavorare sui temi che competono alla Provincia e hanno rilevanza nella vita quotidiana delle famiglie bellunesi».

IL PARTITO DEMOCRATICO

Esprime “massima soddisfazione” per l’approvazione dell’ordine del giorno invece il Partito Democratico bellunese:

«La pista da Bob doveva costare inizialmente poco meno di 60 milioni. Siamo arrivati a 124 milioni che probabilmente saranno ancora destinati ad aumentare, viste le aste deserte degli ultimi giorni. Per non parlare poi dell’impatto ambientale dell’impianto, della totale incertezza sui tempi di realizzazione (con annesso rischio di non completare in tempo i lavori) e della forte confusione sulla gestione, rimarcata ancora stamane delle affermazioni del Sindaco di Cortina. Si tratta di un voto importante: la Provincia di Belluno di fatto chiede di dare priorità alla verifica dell’ipotesi Innsbruck. – ha dichiarato il segretario provinciale Alessandro Del Bianco – Ci teniamo a ringraziare i cinque consiglieri che hanno votato l’odg, e in particolare le nostre due consigliere Lucia Da Rold e Letizia Monestier. Dopo la manifestazione di Cortina è arrivato un altro segnale importante dal nostro territorio. Era quello che chiedevamo. Ora Zaia ed il Governo ne traggano le conclusioni».

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