Pista da bob: entro fine mese la verità. Cortina ce la farà?

Pista da bob: entro fine mese la verità. Cortina ce la farà?

«Da qui a fine mese questa spy story avrà la sua fine». Parole di Giovanni Malagò. La storia (infinita) è quella della pista da bob per le Olimpiadi invernali 2026. E le scadenze danno ragione al numero 1 del Coni. Ma resta un dubbio, comunque vada e comunque andrà a finire: perché si è perso tutto questo tempo?

La pista da bob all’inizio, nel dossier olimpico, doveva essere a Cortina. Una riqualificazione della vecchia “Eugenio Monti”, ormai fatiscente. Poi si sono sollevate polemiche a non finire, è vero. Ma è altrettanto vero che tutto è rimasto fermo. La gara d’appalto per i lavori, a fine luglio, è andata deserta e già i tempi erano stretti. Poi sono emerse altre candidature di disturbo, Innsbruck su tutte. Fino alla querelle Cortina-Saint Moritz, con una comparsata anche di Cesana Torinese. Ultima puntata? La riproposizione di Cortina con un progetto definito “light” nella realizzazione e nei costi. E adesso non resta che capire come andrà a finire.

Il 18 gennaio c’è la scadenza del bando per la realizzazione. E a fine mese Fondazione Milano Cortina dovrà decidere il da farsi.

«Il 18 gennaio è una data fissa, obbligata – ha detto Malagò, parlando della questione pista da bob di Milano-Cortina a margine della conferenza stampa per la firma del contratto collettivo nazionale del lavoro per i lavoratori dello sport -. Rappresenta il primo dei tre step da qui a fine mese. Perché in base alle adesioni e proposte delle aziende questa vicenda va avanti, se non ci fossero, l’argomento si chiude lì». Quindi, se nessuno si farà avanti per costruire la pista light, sarà proprio la fine. Parola di Malagò.

«Dopo c’è un passaggio intermedio il 22 gennaio che è l’assemblea dei fondatori, elemento imprescindibile perché sono l’anima politica – ha spiegato il numero 1 del Coni -. Devono prendere atto delle risultanze della nostra relazione da quello che è emerso dal piano B, ovvero i posti vicini, perché nel frattempo stiamo lavorando. Infine c’è il cda della Fondazione Milano-Cortina, che recepirà tutto questo e trasmetterà a federazioni internazionali e Cio».

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