Anche la Pallavolo Belluno si ferma fino al 3 aprile. Con tutte le sue formazioni: da quelle di B2 femminile e B maschile a quelle del settore giovanile. Nessuna partita e nessun allenamento: ora le priorità sono altre. «Tale decisione – spiegano dal consiglio direttivo, attraverso una nota – è dettata dal senso di responsabilità della società rispetto alla salvaguardia della salute dei propri tesserati, che viene prima di qualsiasi altra cosa».
Porte chiuse… alle porte chiuse: «Non siamo in grado di fare fronte alle regole imposte dalla normativa ministeriale (con particolare riferimento a quanto richiesto all’art.1del Dcpm dello scorso 8 marzo: in tutti tali casi le Associazioni e le Società Sportive, a mezzo del proprio personale medico sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del Virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipino) e non abbiamo le necessarie competenze necessarie per garantire il regolare svolgimento delle attività».
Immancabile un appello: «Invitiamo i nostri iscritti a seguire pedissequamente le norme suggerite dal ministero della Salute in termini di tutela della salute e di rispettare le indicazioni e le normative divulgate dalle autorità competenti. Riguardo alla ripresa dell’attività agonistica e, in particolare dei campionati giovanili e di categoria, attendiamo le disposizioni federali, alle quali ci atterremo con scrupolo e diligenza».
La fase è davvero delicata anche perché l’avversario da sconfiggere non si trova sul parquet, al di là della rete: «Questa situazione non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Di conseguenza, a fronte della straordinarietà del momento, comprendiamo anche la straordinarietà delle contromisure. Siamo tutti dispiaciuti di non poter dare continuità al grande lavoro che abbiamo svolto in palestra e ai buoni risultati fin qui raggiunti dalle nostre formazioni, ma riteniamo che ci siano valori, tra i quali la salute, che vanno salvaguardati prima e sopra ogni altra cosa».
Infine, un auspicio: «Per noi la pallavolo è uno sport e, come tale, deve essere fonte di gioia e divertimento. Se non ci sono condizioni tali da garantire uno svolgimento sereno delle attività agonistiche, non ci sembra opportuno insistere. Ci auguriamo quanto prima di poter scendere di nuovo in campo e fare quello che ci piace fare di più: giocare a pallavolo».





