L’Alpago entra nel dibattito europeo sul futuro delle aree rurali. Il Comune, rappresentato dalla consigliera Elisabetta Bortoluzzi, ha preso parte alla conferenza “Empowering rural futures: The Right to Stay in Rural Areas”, ospitata al Comitato delle Regioni. Un appuntamento che ha riunito amministratori, esperti e rappresentanti territoriali per affrontare una questione cruciale: garantire alle comunità rurali il diritto di restare vive, abitate e competitive.
Per Bortoluzzi, la presenza dell’Alpago a Bruxelles è stata «un’occasione unica per portare all’attenzione europea le difficoltà di chi vive nelle comunità montane». La consigliera ha descritto una realtà che conosce bene: territori che si svuotano, servizi essenziali che faticano a reggere, infrastrutture che non tengono il passo con i bisogni delle famiglie e delle imprese. A tutto questo si aggiunge la necessità di politiche capaci di valorizzare i giovani e creare nuove opportunità economiche, perché senza prospettive concrete il rischio è quello di un declino lento ma costante.
La giornata a Bruxelles ha permesso di costruire nuovi contatti con istituzioni e territori che condividono le stesse sfide. «È stato un momento fondamentale per avviare collaborazioni e conoscere strumenti di finanziamento utili allo sviluppo rurale e montano», sottolinea Bortoluzzi, convinta che l’Alpago debba inserirsi con decisione nei network europei che lavorano su questi temi.
Durante la conferenza è intervenuta anche la Direzione Generale dello Sviluppo Regionale della Commissione europea, che ha illustrato la Strategia per il Ricambio Generazionale in Agricoltura, presentata nell’ottobre 2025. L’obiettivo è ambizioso: raddoppiare entro il 2040 la quota di giovani agricoltori nell’Unione Europea, contrastando lo spopolamento, sostenendo le tradizioni agricole e promuovendo innovazione e sostenibilità nelle campagne.
La partecipazione del Comune di Alpago alla conferenza segna un passo importante: un territorio che vuole restare protagonista non può limitarsi a osservare, deve sedersi ai tavoli dove si decide il futuro delle aree rurali. Bruxelles, questa volta, ha ascoltato anche la voce dell’Alpago.





