Comuni al collasso. Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, lancia l’allarme. E chiama in causa il Governo: «Tutti i sindaci hanno fatto quanto era loro richiesto, e forse anche di più – spiega -. Durante l’emergenza, abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento istituzionale che non è mai diventato scontro politico. E ogni indicazione nazionale e regionale è stata rispettata. Ora però è necessario un segnale concreto da questo Governo. Non stiamo chiedendo nuovi e maggiori fondi: stiamo chiedendo il necessario, quello che ci serve per poter chiudere i bilanci. Questa crisi, oltre alla tragedia sanitaria ed economica, sta già portando pesanti diminuzioni di entrate ai Comuni. Tanto che a Belluno abbiamo attivato un conto corrente per una raccolta che ci permetta di garantire i servizi sociali e quelli essenziali».
Massaro ricorda che i Comuni gestiscono quasi il 90 per cento dei servizi: «Ormai non riusciamo più a garantirli e se non arriveranno presto i 5 miliardi chiesti ieri al tavolo saremo presto costretti a tagliarli ulteriormente, se non addirittura a chiuderli. Questo perché sono le stesse leggi dello Stato a impedire, giustamente, di erogare servizi senza la necessaria copertura finanziaria. Siamo rappresentanti dei cittadini, delle nostre comunità di ogni colore politico, e crediamo che in questa crisi dobbiamo essere tutti impegnati fianco a fianco, senza contrapposizioni: non è nostra intenzione alimentare uno scontro, ma c’è bisogno di una risposta urgente. Altrimenti non potremo fare altro che chiudere i servizi».
Nel frattempo, sono in corso da questa mattina i confronti tra i presidenti Anci, Antonio Decaro, e Upi, Michele de Pascale con il sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Laura Castelli, il Viceministro alll’Economia, Antonio Misiani, e i tecnici del Mef. «Questa ulteriore occasione di confronto ci fa ben sperare, e rimarca come la nostra non sia una posizione pregiudiziale, ma aperta al dialogo», conclude il sindaco Massaro.





