Mascherine “made in Belluno”: le aziende artigiane si reinventano

Mascherine “made in Belluno”: le aziende artigiane si reinventano

 

Reinventarsi nell’epoca del Coronavirus? Sull’argomento, le aziende associate a Confartigianato Belluno potrebbero scrivere un trattato. Sì, perché diverse realtà si sono concentrate sulla produzione di uno degli oggetti più richiesti del momento: le mascherine.

Imprese da sempre attive nel settore del tessile e della moda, ora hanno reindirizzato i macchinari e i dipendenti sugli schermi protettivi, di uso civile. Con uno sguardo alle necessità del Bellunese: una parte della produzione, infatti, è stata donata ai volontari di Protezione civile e agli altri operatori che, in questi giorni, si stanno adoperando tra ospedali e case di riposo.

«Elasticità e spirito di adattamento sono qualità fondamentali per gli artigiani. Qualità che stanno dimostrando diverse aziende bellunesi – commenta la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella -. Da chi si è reinventato per le consegne a domicilio, fino a chi ha deciso di produrre mascherine, lavabili e riutilizzabili, a uso civile. A tutti un plauso e un ringraziamento, perché nel saper fare dei nostri artigiani c’è il futuro del territorio e il rilancio della montagna. I nostri uffici in queste settimane non hanno mai smesso di accompagnare le imprese che ci hanno chiesto una mano per le procedure burocratiche, ad esempio nel cambio di codice Ateco, necessario in alcuni casi».

Tra le imprese che si sono reinventate, la Otto B srl di Marisa Zabot, che opera a Seren del Grappa. Nelle ultime settimane ha rimesso in funzione le macchine da cucire e ha sfornato fino a duemila mascherine al giorno, grazie a un lavoro a pieno organico. La Igr snc di Ida e Iolanda Reato (di Sovramonte) è passata da piccoli lavori di finitura per altre grosse aziende alla cucitura di mascherine lavabili. Esattamente come gli schermi traspiranti che escono dalla macchina da cucire di Paola Strim (Complemento Moda Paola, a Santa Giustina) in grado di produrne fino a 150 al giorno e già in commercio nelle farmacie della Valbelluna. Alla Artentex Srl di Fonzaso si producevano piumini e trapunte, fino a qualche settimana fa; negli ultimi giorni sono state confezionate 12mila mascherine e diversi camici trattati asettici. A pieno ritmo anche la creazione di mascherine alla Lavanderia 18 di Feltre. In tutti i casi si tratta di mascherine lavabili e riutilizzabili, come quelle della Mp di Marco Paternesi (Seren del Grappa).

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