Il Coronavirus entra prepotentemente in provincia. E soprattutto in Alpago: il territorio comunale, nato dalla fusione tra Farra, Pieve e Puos, ha ben 18 casi positivi. Gli stessi di Belluno, il Comune capoluogo. Ma, in rapporto al numero di abitanti, è evidente che il territorio alpagoto sia il più colpito. Anche perché, a questi, vanno aggiunti i 5 positivi registrati a Chies.
Insomma, la situazione è difficile. E lo è ancor di più se si considera che 13 casi sono racchiusi in un’unica zona. O meglio, un’unica struttura: la casa di riposo di Puos. «Sì, 13 risultano soltanto lì – conferma il sindaco del Comune di Alpago, Umberto Soccal -. E ancora non sono terminati i controlli: i tamponi effettuati ammontano a ben più di una dozzina. Siamo preoccupati, visto che ci troviamo a fronteggiare una situazione in cui manca la reale possibilità di intervento. L’unica cosa che possiamo fare è ribadire il solito invito: state a casa».
Gli anziani sarebbero tutti asintomatici, a parte una persona con qualche linea di febbre: «Il quadro va monitorato ma, ripeto, siamo in un’area molto difficile. Ci sentiamo un po’ impotenti: la gente deve isolarsi il più possibile, è l’unica maniera per circoscrivere il virus e la possibilità di contagio».
Non preoccupano solo gli anziani della casa di riposo: «Anche coloro che abitano in paesi isolati e non hanno la macchina per potersi spostare – conclude Soccal -. Cerchiamo di aiutarli come possiamo, facendo leva pure sui volontari».
Tornando alla mappa del contagio, come anticipato, Alpago e Belluno sono a quota 18; a seguire, Feltre 14, Pedavena 8, Borgo Valbelluna, Ponte nelle Alpi 6, Chies, Cortina, Lamon, Santa Giustina 5, Cesiomaggiore 4, Alano, Fonzaso, Quero Vas, Sedico, Seren del Grappa 3, Agordo, La Valle Agordina, San Gregorio nelle Alpi, Taibon, Val di Zoldo, Voltago Agordino 2, Alleghe, Arsiè, Borca, Colle Santa Lucia, Danta, Falcade, Gosaldo, Limana, Lozzo, Pieve di Cadore, San Tomaso Agordino, Tambre e Vallada Agordina 1.





