A quasi un anno dalla discussione in Consiglio comunale della petizione sull’illuminazione pubblica, per SiAmo Belluno la situazione resta ferma al palo. «Qualcosa si muove, ma a rilento. Siamo lontani dagli annunci iniziali», afferma il portavoce Biagio Giannone, ricordando che «lo scorso autunno sindaco e vicesindaco avevano promesso la riaccensione delle luci entro Natale».
La petizione, sostenuta da oltre 700 firme e accompagnata da otto gazebo tra piazza Martiri e Cavarzano, aveva portato il tema in aula con una forte mobilitazione dei cittadini. Dopo mesi di silenzio, il gruppo aveva scelto di non tornare subito sulla questione per evitare di apparire pressante. Ma la morte di Dowh Mukhtar, il giovane sudanese deceduto mentre scendeva in bici da via Sant’Antonio al buio, ha riacceso il dibattito.
«Non interveniamo per cavalcare una tragedia le cui cause dovranno essere chiarite», precisa Giannone. «Ma questa città ha bisogno di sicurezza e decoro, promesse che l’amministrazione aveva sbandierato in campagna elettorale e che oggi restano disattese».
Per SiAmo Belluno, l’illuminazione pubblica non è solo un tema tecnico: è il simbolo di una città che chiede attenzione, vivibilità e risposte concrete. E che, dopo un anno di attesa, continua a muoversi al buio.





