Lavoro e abitazioni: in provincia, una casa su due non è occupata

Lavoro e abitazioni: in provincia, una casa su due non è occupata

C’è lavoro, ci sono abitazioni libere, ma queste due offerte fanno fatica ad incrociarsi: ecco il cortocircuito bellunese tra mercato del lavoro e residenzialità, analizzato nel corso del workshop promosso da Veneto Lavoro e Provincia di Belluno a Villa Patt di Sedico. Tra i tanti numeri presentati, uno su tutti: guardando all’intero territorio provinciale, appena un’abitazione su due risulta occupata.

I dati

I numeri risalgono al 2011, 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, ma in più di dieci anni la situazione non si è modificata molto: su 157.864 abitazioni censite, ne risultano occupate il 51,8%. Su questo numero pesano diversi fattori: l’età delle costruzioni (35.563 case, pari al 22,5%, risulta infatti edificata prima del 1918, più di un secolo fa), l’utilizzo delle seconde case per la ricettività turistica per la propria famiglia o in affitto a terzi (prendendo come riferimento i territorio dei GAL, nell’Alto Bellunese si registrano 29mila abitazioni occupate e ben 52mila non occupate), lo spopolamento, l’invecchiamento e la migrazione interna, che porta le giovani famiglie e in generale la popolazione attiva – quella cioè tra i 18 e i 65 anni – a spostarsi dalle terre alte verso valle, dove si concentrano imprese e servizi. Significativa poi anche la quota di abitazioni di proprietà, superiore all’80%.

Le proposte

Diversi gli interventi che hanno presentato esperienze e progetti a livello provinciale e regionale e che hanno visto protagonisti – tra gli altri – i sindacati legati al “mondo casa” e associazioni di categoria. Si è illustrato anche il progetto PrimaVera Casa che si sta allargando sul territorio provinciale, mentre il sindaco di Longarone Roberto Padrin ha ricordato l’accordo tra il suo Comune e l’Azienda speciale che ha portato alla concessione di tre alloggi di proprietà comunale all’azienda, che li ha messi a disposizione di undici OSS, riuscendo così a garantire la piena operatività della locale casa di riposo; Padrin ha lanciato anche la proposta dell’istituzione di un tavolo di lavoro con enti locali, categorie economiche, banche, sindacati e Veneto Lavoro per trovare soluzioni a questo – per ora – difficile matrimonio tra offerta di lavoro e domanda di abitazioni.

Ancora di più ampio respiro il progetto presentato dal presidente di ANCE Belluno – Associazione Nazionale Costruttori Edili e vicepresidente di ANCE Veneto, Paolo De Cian: «Stiamo lavorando con un istituto bancario per l’istituzione di un fondo immobiliare, sostenuto dalle aziende. – ha spiegato – Questo consentirebbe di creare alloggi per i nuovi dipendenti, e gli introiti degli affitti andrebbero a contribuire al fondo; servono però almeno 40 milioni di euro, e il nostro tessuto di imprese edili è composto soprattutto da piccole e medie imprese: per questo, con Confindustria stiamo lavorando anche al coinvolgimento delle grandi aziende che potrebbero essere interessate a creare residenze per i loro occupati».

Una filosofia “sposata” anche da Luca Romano, per Veneto Lavoro: «In questo campo servono interventi pubblico-privati: da un lato, l’impegno a valorizzare il patrimonio abitativo da parte delle aziende alla ricerca di dipendenti; dall’altro, l’adozione da parte degli enti pubblici di incentivi con sistemi cha già esistono e che possono favorire il riutilizzo degli immobili».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto