Il 2025 del mercato del lavoro veneto mostra un rallentamento diffuso, ma è il Bellunese a vivere la situazione più critica. Nei primi undici mesi dell’anno la provincia è infatti l’unica in Veneto a registrare un saldo occupazionale negativo: 2.600 posti di lavoro dipendente in meno. Un dato che isola il territorio dolomitico rispetto al resto della regione, dove tutte le altre province chiudono comunque in positivo, pur con un ritmo più lento rispetto al 2024.
Nel solo mese di novembre Belluno fa segnare un piccolo rimbalzo, con le assunzioni in crescita del 4,8%. Un segnale incoraggiante, ma insufficiente a compensare la perdita accumulata da gennaio. Il mercato resta fragile, frenato soprattutto dalle difficoltà di alcuni comparti chiave dell’economia locale.
Industria: occhialeria e alimentare in difficoltà
L’industria, che a livello regionale cresce meno dello scorso anno, risente in modo particolare delle criticità dell’occhialeria e dell’alimentare, due pilastri storici del Bellunese. In controtendenza si muove invece il metalmeccanico, che nel 2025 registra un saldo migliore rispetto al 2024 grazie a un aumento delle assunzioni. Un elemento che potrebbe offrire qualche margine positivo anche per l’area feltrina e per le aziende dell’asse Belluno–Feltre.
Servizi in affanno: commercio, turismo e logistica rallentano
Il terziario, sempre più centrale nell’economia provinciale, non riesce a replicare i livelli del 2024. Commercio, turismo, logistica, servizi professionali e informatici mostrano una domanda di lavoro più debole, con un rallentamento che si riflette direttamente sull’occupazione locale. Anche i servizi di pulizia, già in difficoltà a livello regionale, segnano un calo significativo.
Contratti: frenata generale, con impatto anche sulle donne
Sul fronte dei contratti, il rallentamento coinvolge tutte le tipologie. Il tempo indeterminato resta in crescita, ma con assunzioni in calo rispetto allo scorso anno. Il tempo determinato frena in modo più netto, mentre l’apprendistato registra un saldo negativo. La riduzione delle assunzioni riguarda soprattutto le donne, penalizzate sia nel tempo pieno sia nel part-time, che nel 2025 perde peso nella componente femminile. In aumento invece la domanda di lavoro per gli over 54, una dinamica che riflette l’invecchiamento demografico particolarmente evidente nel Bellunese.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una provincia che fatica più delle altre a tenere il passo, stretta tra la debolezza di alcuni settori storici e una domanda di lavoro che non riesce a recuperare i livelli pre-crisi. Il lieve miglioramento di novembre è un segnale da cogliere, ma non basta a invertire una tendenza che, per ora, resta negativa.





