
Venezia e il Cadore: un legame lungo 600 anni. E, per questo, da celebrare.
Come? Con la pietra e il ferro. Insomma, con l’arte. L’arte di Mauro “Lampo” Olivotto. E dei murales di Cibiana.
Dopo 200 ore di lavoro, e qualche notte insonne, ha preso forma un’opera capace di raccontare il passato e, allo stesso modo, di guardare al domani: “Una chiave per il futuro” apre idealmente lo scrigno storico di Cibiana. E ridà luce ai sei secoli di un trattato: quello di Dedizione della Magnifica Comunità del Cadore alla Repubblica di Venezia.

«Rendere onore a Cibiana, alla sua economia e al legame con la Serenissima – spiega Olivotto – è stato un privilegio. Ho realizzato 72 murales in giro per il mondo: 42 solo all’estero. Così, quando ho ricevuto l’invito del Comune e del locale Comitato, ho subito pensato a qualcosa di innovativo, ma che ricalcasse l’anima di un paese in cui ogni dipinto impresso nei muri delle case racconta la storia di una famiglia».

Olivotto è partito da un luogo significativo come Taulà dei Bos: «L’opera è in pietra e ferro perché sono materie che richiamano la memoria. Abbiamo poi scelto un muro di sassi, su cui si dipana un’edera, simbolo di fedeltà e tenacia. La stessa edera crea un percorso naturale, destinato a incorniciare due stemmi». Uno raffigura la Magnifica Comunità di Cadore con due date ben impresse (1420-2020), l’altro il leone in pietra di Venezia: «Questa non è un’opera che racconta Mauro “Lampo”. Semplicemente, metto a disposizione di una terra che amo nel profondo le mie conoscenze. Il risultato? Sono molto contento. Anche per l’attesa che si sta creando attorno al murales».
A tale proposito, l’inaugurazione è in calendario sabato 25, alle ore 11. Ovviamente a Cibiana, al Taulà dei Bos: «Ci sarà pure il 16. Reggimento Treviso. L’associazione storico-identitaria verrà con le divise di un tempo».





