La legge sulla montagna incassa il primo sì al Senato

La legge sulla montagna incassa il primo sì al Senato

La montagna, stavolta, non ha partorito il topolino. Con 77 voti favorevoli, 5 contrari e 45 astensioni, il Senato ha approvato ieri (31 ottobre) il ddl sulle disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane, che quindi passa adesso all’esame della Camera.

Si tratta del primo passo verso la legge per le aree montane con la definizione di misure di favore e una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro. Tanti? Pochi? Contando che in Italia ci sono oltre 4mila Comuni montani, bisognerà capire la distribuzione delle risorse. Ma intanto una base c’è. 

LE REAZIONI

«Votiamo finalmente una legge concreta che oltre alla strategia mette risorse. 200 milioni di euro, e grazie a un mio ordine del giorno abbiamo chiesto al Governo di valutare la possibilità di elevare nei prossimi anni questa quota a 300 milioni di euro; 200 milioni di euro in più di quelli che nella scorsa legislatura usavano toni trionfalistici per “vendere” ai territori un provvedimento senza risorse e con zero azioni concrete» ha detto il senatore bellunese Luca De Carlo, intervenuto a Palazzo Madama.

«La montagna non può essere considerata il luna park della pianura: il turismo è fondamentale, ma dobbiamo cancellare la sindrome di Heidi di chi pontifica dai divani della pianura» le parole di De Carlo. «I monti non sorridono sempre, quando i volontari del soccorso alpino – a cui chiedo un applauso di tutta l’aula – vanno a recuperare escursionisti in infradito; le caprette non fanno ciao, se gli agricoltori abbandonano la montagna. I montanari, perché è questo che siamo ed è questo che con orgoglio rivendico di essere, garantiscono anche la sicurezza idrogeologica: non c’è pianura sicura senza montagna sicura».

Infine, l’analisi politica: «L’opposizione parla di spopolamento, ma vorrei ricordare che non è un fenomeno iniziato con il Governo Meloni; io ho l’onore di essere l’unico rappresentante bellunese in questo parlamento, non mi risulta che chi oggi vuole darci lezioni abbia messo un collega bellunese in posizione eleggibile, anzi. Capiamo che possa dar fastidio vedere approvata questa legge, un provvedimento concreto – che sappiamo non essere la panacea di tutti i mali – che però cozza con le boutade e la propaganda cui abbiamo assistito. Ringrazio quindi il Ministro Calderoli non solo per come ha gestito assieme ai relatori l’iter in commissione, ma anche per aver voluto portare il provvedimento all’attenzione del parlamento a inizio legislatura: chiunque abbia amministrato sa che se si vuole portare a casa un risultato ci si lavora fin dall’inizio, non certo alla fine» ha concluso De Carlo, annunciando il voto favorevole del gruppo Fratelli d’Italia alla legge.

LA PROVINCIA

Meno trionfalistici i toni di Palazzo Piloni. «La montagna è una realtà importante del Paese e da oggi può cominciare un percorso concreto che trasformi le terre alte da area marginale a centrale, non solo a livello di percezione ma anche di strumenti per il governo e lo sviluppo di questi territori» ha detto il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin. «Mi piace pensare che non sia un caso questa approvazione in Senato, proprio il 31 ottobre, Giornata mondiale del risparmio. Perché i territori montani sono quelli che più di tutti gli altri costituiscono la conservazione, lo stoccaggio e quindi il risparmio in senso lato di beni di assoluto valore come l’acqua, l’ambiente, il paesaggio. Beni di cui gli abitanti della montagna sono curatori e gestori, ma non in maniera gelosa, perché li rendono fruibili anche per il resto del Paese. Non è un caso che le aree metropolitane, ricche di servizi e densamente popolate, siano tali anche grazie all’apporto delle aree di montagna e dei loro servizi ecosistemici: e lo si vede chiaramente nel momento in cui l’abbandono delle terre alte porta i danni ambientali fino in pianura. Oggi abbiamo bisogno di invertire la rotta dello spopolamento. Mi auguro, da sindaco di montagna e da presidente di una Provincia interamente montana, che questo sia il primo passo. E che alla montagna venga data davvero la possibilità di esercitare il suo ruolo, non ancillare rispetto alla pianura, ma paritario».

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