Integrazione possibile, se l’intera comunità accoglie

Integrazione possibile, se l’intera comunità accoglie

Un proverbio africano dice che “Per crescere un bambino serve un intero villaggio”. A Borgo Valbelluna si può aggiungere che “Per creare integrazione, serve una intera comunità”. È quello che sta succedendo.

Al momento nel Comune di Borgo Valbelluna sono ospitati 16 profughi. Si trovano nelle strutture comunali delle vecchie scuole e in una vicina casa in località Cavassico; 12 vivono invece in una struttura privata nella Frazione di Niccia. Ma quello che fa la differenza è la partecipazione collettiva nell’aiuto e quindi anche nel lavoro di integrazione

Ad oggi i 16 profughi presenti nelle strutture di proprietà comunale sono gestiti dal Comune grazie alla coordinazione dell’Ufficio Assistenza Sociale, Politiche per giovani e famiglia e al prezioso e insostituibile aiuto del volontariato e delle varie associazioni presenti nel territorio: Croce Rossa, Alpini di Trichiana, Auser di Mel e di Lentiai, Caritas forniale, Insieme si può.

I pasti sono preparati dal Centro Servizi di Trichiana grazie alla disponibilità della Valbelluna Servizi e sono trasportati e consegnati dai volontari a mezzogiorno e alla sera anche se a breve verrà allestita una cucina per rendere la comunità maggiormente autonoma.

I vestiti e le scarpe, le stoviglie e alcuni generi di prima necessità sono stati raccolti grazie alla costanza dell’associazione Insieme si Può. Il supporto alla gestione della casa, alcuni generi di prima necessità e le prime lezioni di lingua italiana sono state impartite da volontari della Croce Rossa Italiana. Il dottor Balzan fornisce il proprio qualificato supporto medico.

Infine le assistenti sociali del Comune stanno supportando i ragazzi per le pratiche burocratiche e sanitarie oltre a una attività di coordinamento generale, tra le quali organizzare i trasporti per i colloqui in Questura e in Commissione territoriale.  

Da lunedì scorso, in uno spazio riservato all’interno dell’ex scuola, è iniziato il corso di italiano con un insegnante incaricata del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti, e grazie alla sinergia e collaborazione con la Ceramica Dolomite.

Venerdì, festività dell’8 dicembre, sempre nei locali dell’ex scuola di Cavassico, si è conclusa positivamente una bella azione di integrazione e solidarietà: l’Auser di Lentiai e la comunità marocchina lentiaiese si sono fatti promotori di una bella iniziativa: hanno preparato e offerto il pranzo a base di couscous, che ha radunato tutti i ragazzi migranti presenti nel Comune di Borgo Valbelluna e alcuni dei volontari che li seguono.

«Siamo davvero orgogliosi e grati della riuscita di questa iniziativa proposta dell’Auser di Lentiai», dichiara l’assessora al Sociale Marilisa Corso. «Pensare che intorno a uno stesso tavolo si siano incontrati ragazzi di 10 nazionalità diverse, 5 religioni, svariate lingue e storie che possono raccontare migliaia di chilometri di viaggio più o meno avventurosi, assieme ai volontari e alle persone di nazionalità marocchina lentiaiesi, ci fa pensare che integrazione non sia soltanto una parola e utopia, ma un dato di fatto se c’è la volontà. Certo ci vuole impegno, costanza e crederci fino in fondo, coinvolgendo tutta la comunità. L’occasione è stata propizia per conoscere questi giovani ragazzi migranti con tante storie da raccontare, ma soprattutto con grandi sogni nel cassetto, che hanno rischiato di perdere tutto nella speranza di realizzarli. L’amministrazione comunale è fiera che la comunità di Borgo Valbelluna abbia risposto con l’accoglienza davanti a questi drammi dell’umanità del nostro tempo».

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