Uno sguardo al passato, alla tragedia che ha provocato 1.910 morti. Un monito per il presente. Si snoda tra questi due sentimenti “Il Vajont di tutti, riflessi di speranza”, spettacolo organizzato dal Circolo cultura e stampa bellunese, assieme a Scoppio Spettacoli, con il patrocinio del Comune di Belluno.
La piêce, scritta e diretta da Andrea Ortis, presenta la reale ricostruzione degli accadimenti processuali relativi alla tragedia che colpì Longarone il 9 ottobre 1963. Attualizza un racconto che dichiara tutta la sua triste attualità nella corsa al profitto, nell’ingordigia di pochi a scapito di molti. E diventa il racconto di altre sciagure in cui l’uomo è il principale responsabile, come le recenti alluvioni. Comune denominatore è la violenza e la tracotanza dell’uomo nei confronti della natura.
“Il Vajont è di tutti” diventa allora tutti i Vajont. Vale a dire che ognuno può leggere nella dinamica del disastro un monito attualissimo ancora oggi.
L’impianto scenico si snoda tra lo studio dell’ingegner Carlo Semenza, responsabile della Sade e progettista della diga, e la casa di Tina Merlin, la giornalista bellunese che con il suo giornalismo d’inchiesta aveva raccoltola voce degli abitanti di Erto e Casso.
Lo spettacolo è in programma per domani (mercoledì 18 ottobre) alle 21 al Teatro Comunale.
Informazioni e biglietti: Scoppio Spettacoli 0437 948874





