Il ricordo è una melodia musicale: Martina e quella luce che continua a brillare

Il ricordo è una melodia musicale: Martina e quella luce che continua a brillare

«Giovani musicisti: ho rivisto in voi la stessa luce che vedevo negli occhi di mia figlia». No, non esiste un premio più alto di queste parole. Nemmeno per chi ha vinto il Concorso musicale “Città di Belluno”. Perché le parole in questione sono state pronunciate dalla signora Linda: la mamma di Martina Bonavera, giovane strappata alla vita nel marzo di 8 anni fa. 

Ma a colmare, per quanto possibile, il vuoto assoluto lasciato da Martina, contribuisce proprio “lei”. Anzi, loro: mamma Linda e papà Francesco. I quali hanno rifiutato di chiudersi nel loro dolore – anche se ne avrebbero avuto tutto il diritto – e si sono donati agli altri. In primis, ai giovani. Come i ragazzi protagonisti del concorso, promosso dal Comitato Gocce di Sole. Un concorso appoggiato dai coniugi Bonavera, attraverso l’associazione che porta il nome e alimenta il ricordo di Martina. Lo hanno fatto in maniera concreta, mettendo a disposizione tre borse di studio: 1.000 euro per il primo classificato, 500 per il secondo, 300 per il terzo. 

Dal palco del Teatro Comunale, nella serata delle premiazioni, Linda ha lasciato una testimonianza destinata a risuonare a lungo nell’animo dei musicisti: «Martina era una ragazza splendida, una perla rara. E non lo dico io perché sono la madre. Ci sono persone che non conosciamo e che ancor oggi, a distanza di anni, si avvicinano a noi per raccontarci qualche aneddoto su nostra figlia». 

Martina amava la vita, traboccava di interessi, passioni. E valori: «Una sognatrice con i piedi piantati a terra, sempre pronta a impegnarsi. Proprio quell’impegno le permetteva di eccellere: a scuola, come in altre attività. Ambiziosa, era spinta da una forza straordinaria e da una luce che ho rivisto in questi ragazzi speciali. Gli stessi che, come mia figlia, hanno una marcia in più. Perché sono precisi, puntuali, accettano di fare sacrifici e di alzare l’asticella». 

Linda si è rivolta direttamente a loro, a chi ha scelto la musica come compagna della propria quotidianità: «Le vostre interpretazioni mi hanno permesso di volare. Sul palco del teatro non ho visto esecutori, ma artisti. Credete nella vostra arte, nel vostro sogno. E in voi stessi».

È così che la luce di Martina continua a brillare. E ora anche a suonare. 

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