Più case, meno persone. Il Veneto si ritrova con migliaia di abitazioni vuote e un sistema produttivo che fatica ad attrarre lavoratori. La Fondazione Think Tank Nord Est propone una soluzione: ristrutturare il patrimonio edilizio e metterlo a disposizione delle imprese.
Lo studio, pubblicato in vista delle elezioni regionali, parte da un dato sorprendente: tra il 2014 e il 2024, il Veneto ha perso quasi 51.000 residenti, mentre il numero di unità abitative è cresciuto di oltre 96.000. Un paradosso che riguarda tutte le province, tranne Verona, dove il trend demografico resta positivo.
Incrociando i dati demografici e immobiliari, emerge che il 60% dei Comuni veneti ha visto diminuire la popolazione e aumentare gli immobili; il 31% ha registrato una crescita sia dei residenti che delle abitazioni; solo il 9% ha visto calare entrambi. E gli immobili non occupati si concentrano soprattutto nei piccoli Comuni: nei Municipi con meno di 500 abitanti, il 68% delle case è vuoto; tra 500 e 1.000 residenti, la quota scende al 54%. Nei centri sopra i 10.000 abitanti, la percentuale si attesta tra il 15% e il 16%.

Anche le seconde case contribuiscono al fenomeno, soprattutto nelle località turistiche, dove rappresentano il 57% degli immobili non occupati. Ma una quota consistente di abitazioni vuote — tra il 15% e il 30% — si trova in vaste zone del Veneto, e molte di queste necessitano di interventi di ammodernamento.
Il patrimonio edilizio è datato: il 29% delle case non occupate è stato costruito entro il 1960, il 32% tra il 1961 e il 1980. E quasi il 75% degli attestati di prestazione energetica richiesti tra il 2018 e il 2023 riguarda edifici con classe energetica bassa (dalla D alla G). Un bacino enorme per le ristrutturazioni.
«La riqualificazione del patrimonio immobiliare è una sfida strategica per il Veneto», dichiara Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est. «Riguarda la sostenibilità ambientale, la qualità abitativa, la competitività del sistema economico e lo spopolamento dei piccoli Comuni. Chiediamo alla prossima Giunta Regionale di definire nuove misure per stimolare gli investimenti: le imprese, se incentivate, potrebbero ristrutturare numerose abitazioni per metterle a disposizione dei propri addetti, incentivando il trasferimento in Veneto con la famiglia».
Una proposta che punta a rilanciare il settore edile, aumentare l’offerta abitativa, favorire la residenzialità dei lavoratori, evitare nuovo consumo di suolo, ridurre le emissioni e ripopolare i territori.





